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Pomigliano: "Annuncio shock all’asta il parco pubblico"

giovedì 29 luglio 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco- “A.A.A. Vendesi parco pubblico Papa Giovanni Paolo II”. Ebbene sì nell’elenco pubblicato in questi giorni dall’agenzia del demanio fra i beni che andranno all’asta c’è anche la famosa villa comunale frutto di grandi investimenti. Sorta nel 2000 su un’area di 67,000 m2 avrebbe un valore inventariale pari a1.451.899,00 €. A denunciare in coro la situazione ancora una volta il movimento “Pomigliano cinque stelle” che subito lancia la protesta: “Per correre nel parco potrebbero farci pagare il biglietto. Una passeggiata all’aria aperta potrebbe costarci una manciata di sporchi denari. Le bellezze della nostra Italia diventeranno alberghi, resort, cemento, palazzi, aree private sottratte alla comunità. Questo fa male al cuore!”. Il debito pubblico ha sfondato i 1.800 miliardi di euro. Così si è pensato bene, per evitare la chiusura dei Comuni di inventare quella che il movimento definisce “una manovra delinquenziale frutto del federalismo fiscale”. Il tutto consisterebbe in un pacchetto molto semplice: l’esproprio e la messa in vendita dei beni dello Stato. La messa in vendita si svolge come una semplice asta aggiudicata al migliore offerente. Sembra però difficile immaginare i beni di un’intera comunità attribuiti in un attimo ad un privato con una semplice alzata di mano. Proprio quei beni patrimonio dei cittadini dal momento stesso in cui sono sorti. Il tutto per tamponare o meglio “pezzare” i mille buchi neri di debiti tutti italiani. “Si vendono l’Italia per coprire la loro incapacità, per spostare un po’ più avanti la lancetta del default” annunciano dal Movimento. “Se non li fermiamo non ci rimarrà nulla, neppure gli occhi per piangere” continuano. “L’Italia è nostra non di quattro politicanti e di sindaci falliti”. Nel 2003 il Parco è entrato a far parte addirittura dell’Archivio Europeo degli Spazi Pubblici Urbani. L’archivio raccoglie i migliori progetti presentati al Premio Europeo per gli Spazi Pubblici Urbani, assegnato ogni due anni dal Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona in collaborazione con la Fondazione di Architettura di Londra, l’Istituto Francese di Architettura di Parigi, il Centro di Architettura di Vienna e l’Istituto di Architettura dei Paesi Bassi di Rotterdam. Si tratta di riconoscimenti che mirano a promuovere alcuni fra gli esempi più significativi di rigenerazione di spazi pubblici, visti sempre più come luoghi ricchi di valori funzionali e simbolici in grado di incidere positivamente sulla vita delle città. Peccato che di questi luoghi molto probabilmente poco resterà di pubblico. A meno che il Comune non sia in grado di divenire il migliore offerente all’asta e di portare profitti alle casse dello Stato. Funzione base del federalismo demaniale. Inutile dire che se le casse dello Stato aspettano fondi, quelle di Pomigliano sono un colabrodo. Tra centro destra e centro sinistra al momento non molto sembra essere cambiato, la logica di affidare gestioni ai privati sembra la strada migliore: minori responsabilità e maggiori entrate, quelli dei cittadini che puntualmente sembrano non bastare. La lista completa di tutti gli immobili potenzialmente in vendita sarà completata entro la fine di quest’anno, e poi di lì se ne deciderà l’alienazione, per il resto però nessuna notizia è giunta ai cittadini ancora ignari.

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