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Pomigliano, Parco pubblico in vendita? L’assessore Romano: "C’è un errore"

venerdì 30 luglio 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco. Dopo il serio rischio di vendere il parco pubblico dedicato al Papa Giovanni Paolo II, arriva la risposta ai mille dubbi dei cittadini dall’assessore al Bilancio e Programmazione Domenico Romano. L’allarme è stato lanciato ieri dal “movimento Pomigliano cinque stelle” il quale ha denunciato, in tempo record, l’iscrizione del parco pubblico nell’elenco dei potenziali immobili da mettere all’asta. Così come pubblicato sul sito dell’agenzia del demanio. Il progetto nato dal cosiddetto federalismo demaniale, che il movimento ha definito “manovra delinquenziale”, risulterebbe uno dei modi ideati per tappare i 1800 miliardi di euro spariti dalle casse dello Stato italiano. O meglio “sprecati”. Il Comune di Pomigliano, però, non resta a guardare, anche se rimanda la faccenda ai tecnici e prende tempo per avere risposte più certe. La situazione sembra essere solo frutto “di un errore” secondo l’assessore Romano, ora nella giunta targata Russo (Pdl) , ma prima ancora in quella di Antonio Della Ratta (Pd). “Si sono già attivati gli uffici per la problematica in questione” replica Romano, “la demanializzazione è stata attivata già venti anni fa, quando Russo già era sindaco ed è stato fatto tutto nel modo dovuto” Ed aggiunge: “ne ho parlato con il primo cittadino il quale ha detto che ricorda bene la pratica di passare la gestione dell’ex vasca al Comune di Pomigliano”. Nessuna volontà quindi, almeno da quella che emerge a chiare lettere, di voler cedere il parco pubblico Giovanni Paolo II ai privati. O meglio la gestione già sarebbe stata trasferita, a detta degli organi della giunta, nella disponibilità del Comune molti anni or sono. Peccato che l’elenco sia stato definito due giorni fa e di quella demanializzazione ventennale, al momento dell’inventario immobiliare nessuno se ne sia ricordato. Romano però ribadisce più volte: “Ritengo che vi sia un errore”. “Non abbiamo alcuna volontà di dismettere questo bene, né tanto meno di darlo in gestione ai privati e presto sarà anche escluso da questo elenco. Pensare che i beni pubblici debbano essere messi all’asta non è il caso” continua. Arriva una promessa, dunque, da parte dell’assessore che avrà il dovere di rispettare. “E’ già stato dato mandato per risolvere questa situazione agli uffici tecnici” afferma Romano “perché il patrimonio immobiliare deve essere preservato”.
Sorta nel 2000 su un’area di 67,000 metri quadrati la villa comunale, se così può definirsi ancora o per il momento, avrebbe un valore inventariale pari a1.451.899,00 €. Ma questi sono dati e cifre per il momento irrisori rispetto ad una possibile manovra di quest’ampiezza. I cittadini intanto stanno a guardare. E questa sembra essere l’unica “azione” che per il momento hanno la possibilità di fare.

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