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Somma. Con un momento di follia Giovanni Acampora ha motivato l’omicidio del fratello

“Mi si è annebbiata la mente, è stato un raptus”

martedì 10 agosto 2010, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 10 AGOSTO

Somma Vesuviana. Il giorno dopo la tragedia è il tempo delle domande, tutti si chiedono cosa abbia spinto Giovanni Acanfora, 37 anni, ad uccidere il fratello Nicola più giovane di lui di due anni.
Neanche lo stesso assassino, che ieri ha colpito Nicola più volte prima con un trinciapolli e poi con una mannaia (di quelle utilizzate dai macellai), ha saputo dare una spiegazione. Semmai possa esserci una spiegazione per un gesto tanto efferato.
“Mi si è annebbiata la mente”, avrebbe raccontato subito dopo l’accaduto agli inquirenti, “non ho capito niente, è stato un raptus”. Un gesto folle, perché le altre parole che Giovanni Acanfora ha poi aggiunto agli inquirenti per “giustificarsi” sembravano proprio le parole di un folle, motivazioni senza alcun senso logico.
I due litigavano spesso, erano orfani di padre e Giovanni era disoccupato e viveva con la madre (un’insegnante in pensione) al primo piano di quell’abitazione di via Santa Maria del Pozzo 101 dove domenica mattina (poco prima delle 12) è avvenuta la tragedia.
Nicola invece abitava al piano terra, era separato e padre di due bimbe, lavorava presso una ditta che commercializza frutta secca e stava cercando di rigare dritto, in passato sia lui che il fratello avevano avuto dei problemi con la giustizia a causa della droga. L’ennesima lite ha portato alla tragedia, subito dopo il folle gesto Giovanni ha cercato di suicidarsi, così ha spiegato agli inquirenti che lo hanno interrogato, gettandosi sotto un’automobile in transito. Ne è uscito illeso ed è stato arrestato, mentre il fratello prontamente soccorso è morto qualche ora dopo all’ospedale “Loreto Mare” dove era stato ricoverato.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana, chiamati dai vicini allarmati per le urla che sentivano provenire dell’abitazione della famiglia Acanfora. Nei prossimi giorni Giovanni sarà nuovamente interrogato, ma nessuna parola o motivazione che per ora resta nascosta nella sua mente potrà dare pace ad una famiglia distrutta.

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