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SS 268, tir perde il carico di pomodori. Morti due giovani

venerdì 13 agosto 2010


Ottaviano. Ancora un bagno di sangue sulla SS 268, la statale conosciuta come “la strada della morte” che costeggia il Vesuvio e che collega la periferia di Napoli ad Angri. Questa volta, a finire nella lugubre lista dei decessi, sono stati due giovanissimi. Vincenzo Iasevoli, 22 anni di Pomigliano D’Arco e Salvatore Guarino di Brusciano, che di anni ne aveva invece 21, hanno lasciato le proprie vite su quella lingua d’asfalto di 27 kilometri trasformatasi, a causa degli innumerevoli incidenti mortali, in un vero e proprio cimitero a cielo aperto. Sono da poco passate le undici e mezza di sera. L’aria è frizzante, come mai nelle sere d’agosto e la strada dritta, austera, silenziosa,. Vincenzo e Salvatore viaggiano in sella alla loro Yamaha. Lo fanno senza eccessi in direzione Napoli, con i caschi ben abbottonati per proteggere la testa da ogni evenienza. Giungono all’altezza del kilometro 14, 5. Lì, l’arteria killer, abbraccia le terre del comune di Ottaviano. In direzione opposta a quella percorsa dalle due vittime sopraggiunge un camion. Un autoarticolato con trattore marca "Scania" R143 con annesso semirimorchio, entrambi di proprietà di una ditta di trasporti la cui sede si trova a Sorrento. Porta con sé 88 cassoni pieni di pomodori. Non è una novità. Questo è il tempo dei pomodori e la SS 268 è una tappa quasi obbligata da percorrere per chi deve raggiungere l’A3(la Salerno- Reggio Calabria) piuttosto che muoversi lungo i 55,3 kilometri dell’A30 (la Caserta-Salerno) .L’autoarticolato e la moto stanno per incrociarsi. Ad un certo punto però succede qualcosa di fatalmente tragico. Una delle corde che tengono strette i cassoni tra loro forse si spezza. Una parte del carico dei cassoni viene giù dal camion in corsa. Si immaginino questi contenitori del peso di qualche quintale che all’impazzata rimbalzano sull’asfalto come proiettili. Tutto in modo rapido, veloce. Uno dei cassoni colpisce in pieno la moto di Vincenzo e Salvatore. I due giovani, con tutta probabilità, non si rendono conto di ciò che accade. Muoiono sul colpo, falcidiati dall’urto prima e dalla caduta sull’asfalto poi. Tanto che per i familiari, lo straziante rito del riconoscimento dei cadaveri, è stato assai complesso. I carabinieri di Ottaviano, coordinati compagnia di Torre Annunziata capitanata da Gianluca Toti,hanno trovato i documenti dei veicoli coinvolti nell’incidente in regola, anche se hanno interrogato l’autista dell’autoarticolato (un uomo residente a Sorrento) per comprendere i motivi della sciagura e del perché quella maledetta fune si sia spezzata. I corpi dei due giovani invece, secondo la prassi del caso, sono stati trasportati presso l’obitorio del secondo Policlinico di Napoli dove si procederà all’esame autoptico disposto dall’autorità giudiziaria. Il tratto della SS 268 coinvolto dall’incidente ( Ottaviano-San Giuseppe) è stato invece chiuso al traffico per diverse ore. Quelle che in effetti sono servite ad Anas e vigili del fuoco per ripulire la carreggiata dai cassoni e dai pomodori. Solo da quello però, perché il dolore per queste due morti difficilmente potrà essere lavato via.

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