Home > Economia > Pomigliano:Gli operai al molo beverello per denunciare la crisi economica (...)

Pomigliano:Gli operai al molo beverello per denunciare la crisi economica ed una politica incompetente

sabato 14 agosto 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano d’Arco: Una mattinata di ieri quella degli operai Fiat al molo Beverello per mostrare le proprie buste paga ai tanti turisti. Questa l’azione più toccante che dimostra quanto lo scenario economico partenopeo stia sprofondando. “Ho fatto notare alla stampa come la mia busta paga del 27 luglio 2008 portasse 2520 euro di stipendio mentre quella del 30 luglio 2010 ha scritto solo 628 euro” spiega Gerardo Giannone operaio da 24 mesi in Cassa Integrazione, come i diversi altri presenti sul posto. Il prospetto dello stipendio attualmente ottenuto, non è altro che il modo per dire che “l’Italia non merita questa classe politica” aggiungono gli operai. Più di duemila volantini distribuiti a pendolari e turisti per dire che, così come riportano le tute blu, “non accettiamo che il Parlamento resti chiuso il mese d’agosto quando ci sono centinaia di migliaia di uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, famiglie che non hanno la possibilità neanche di pagarsi le bollette di luce e gas”. Uno scenario drammatico nel caldo ferragosto, che finisce con l’essere dimenticato quando “i più” vanno a sollazzarsi al mare. Ed è proprio questo quello che temono gli operai, di essere dimenticati. L’idea di questa manifestazione di pochi rappresentanti della classe operaia, nasce da un motto che va oramai girando: “Voi rappresentanti freschi al mare, noi operai qui a sudare”. Un’iniziativa che affonda le sue radici in una lettera inviata al Presidente della Camera Gian Franco Fini, nella quale gli operai in modo semplice hanno esposto al leader dell’attuale gruppo autonomo di maggioranza, come potesse il legislatore affrontare durante un anno intero scelte di semplice carattere gossip pario. Inutile dire che per quella missiva, mai alcuna risposta è arrivata. Sono stanchi di sentirsi dire che è periodo di crisi. Crisi politica, economica, etica che si intrecciano e che sembrano quasi simboleggiare una lotta contro i mulini a vento. Difficile da contrastare. “La crisi sta nei fatti e sta nelle persone normali, noi non condividiamo l’atteggiamento del governo e delle opposizioni” spiegano gli operai. E ancora: “Questa classe politica, ancora una volta ha perso l’occasione di riscattarsi e di lavorare per il popolo. Serve un alternativa in questo paese e crediamo bisogni seriamente incominciare a costruirla”. E ieri anche se limitatamente, ma ancora una volta, la classe politica, ha dimostrato ai cittadini del mondo, come riesca da sola a perdere consensi.

Messaggi

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.