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Sacconi: ""Pomigliano e’ un simbolo evidente del ’meno Stato, piu’ societa’"

martedì 31 agosto 2010, di Isabella Esposito


Roma: "Pomigliano e’ un simbolo evidente del ’meno Stato, piu’ societa’". E’ così che il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi esordisce sullo stabilimento più discusso degli ultimi mesi. Lo stessa assieme agli altri presenti in Italia di cui Marchionne considera quella da cui far partire il progetto fabbrica Italia.E’ così che rivela, in un’intervista al Corriere della Sera, il passaggio di Fiat, da marchio “made in Italy” a multinazionale il Ministro." Un tempo la Fiat investiva nel Mezzogiorno se incoraggiata da incentivi pubblici - spiega Sacconi-. Oggi non chiede incentivi allo Stato, ma cerca nella stessa comunita’ dei lavoratori la convenienza a realizzare l’investimento”. Di certo il colosso automobilistico ha capito che chiedere gli incentivi allo Stato equivalerebbe a farlo immischiare nelle proprie scelte. E dividere e condividere non fa parte della logica Fiat. Anche se questo possa comportare sbagli. Ma si sa, Fiat non sbaglia mai, tutt’al più a mali estremi si dice “aperta al dialogo”. Sacconi intanto continua la sua riflessione. “Come diceva Marco Biagi non c’’e incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo regolatorio da norme o da contratti. Solo i lavoratori e le loro organizzazioni possono determinare quella produttivita’ che garantisce il ritorno dell’investimento". E aggiunge: “Meno Stato, piu’ societa’ - afferma - significa limitare ai diritti fondamentali le norme inderogabili di legge e consentire alla contrattazione locale la modulazione delle tutele in modo da stimolare crescita economica, partecipazione, incremento dei salari, nuova occupazione. Il governo - conclude Sacconi - ha detassato tutta la parte del salario conseguente a questi accordi, perche’ l’antropologia positiva porta ad avere fiducia negli effetti virtuosi dell’autonomia contrattuale prossima alle persone". Intanto a quelle che sono le chiacchere sulla questione Fiat e sugli affari in generale si affianca la situazione reale, quella che si vive al “Gian Battista Vico”. “Non posso che condividere a metà il suo ragionamento” afferma Gerardo Giannone, operaio Fiat in merito al discorso del Ministro, “in quanto ritengo che seppur i migliori accordi nascono dal confronto tra aziende e sindacati, gli stessi non possono essere perennemente lasciati soli. Un governo ha l’obbligo di favorire lo sviluppo, ma anche di garantire i diritti alienabili che la Costituzione sancisce. E a Pomigliano abbiamo l’opportunità di essere anche noi e non solo Confindustria, protagonisti del futuro” conclude lo stesso. L’attuale linea di produzione dell’Alfa 159 è quasi pronta per essere prodotta. E sì, i lavori di ristrutturazione a Pomigliano d’Arco, sembrano prendere il “la”. Per ciò che riguarda i lavori svolti nei reparti della lastratura, verniciatura e montaggio, questi sono stati tutti effettuati dalla manutenzione interna allo stabilimento. Inoltre si presume che ci siano dai tre ai cinque giorni lavorativi per gli addetti all’alfa159 nel mese di settembre, i quali dovrebbero cadere tra la settimana che va dal 6 all’11 oppure dalla settimana che va tra il 13 ed il 18 settembre.

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