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Il mare di mezzo. Al tempo dei respingimenti

mercoledì 8 settembre 2010, di Daniela Allocca


Quante volte ci siamo scoperti a evitare lo sguardo di un immigrato? Del bambino che ci chiede i soldi all’angolo di una strada? Quante volte ci siamo chiesti perché accettano condizioni di lavoro così misere? E quante volte osservando o leggendo degli sbarchi sulle coste italiane ci siamo chiesti che fine facessero dopo? O perché siano partiti? Il libro del giornalista Gabriele Del Grande Il mare di mezzo. Al tempo dei respingimenti può sicuramente aiutarci a dare una risposta a molte di queste domande perché racconta la storia di chi desidera arrivare in Europa, di chi non è riuscito ad arrivare, di chi ancora aspetta di sapere che fine ha fatto un fratello, una sorella partiti con la speranza di migliorare il proprio futuro e dare un senso agli sforzi di tutta una famiglia. Racconta dei viaggi nel deserto per arrivare all’imbarco, delle detenzioni, delle violenze nelle carceri, e di quelle nei centri di accoglienza. Conoscere queste storie di migrazione è sicuramente un valido antidoto alla inevitabile mancanza di percezione del reale costituita dalla semplice ricorrenza di numeri ed elenchi. La storia del Novecento insegna, sono le storie dei singoli uomini che riescono meglio a farci comprendere la gravità di quello che sta succedendo. Questo libro nonostante dia voce a violenze, soprusi e abusi di potere ha il pregio di essere modulato al punto giusto da renderlo leggibile nonostante le immagini talvolta raccapriccianti che pongono degli interrogativi importanti sul concetto di solidarietà umana. Si riesce quindi ad andare avanti nella lettura senza restare del tutto senza fiato, semmai solo increduli di fronte alla capacità di invisibilità del male o alla nostra cecità, dovuta in parte anche alla mancanza di buoni organi di informazione. Se si pensa che tutto quello che viene qui narrato non è “acqua passata” ma cronaca del quotidiano, allora la necessità di informare, di invitare alla lettura di questo libro diventa ancora più impellente. In quanto italiani e quindi parte di quel popolo che ha firmato i trattati che hanno inasprito la barriera che renderebbe possibile l’accesso in Europa è forse ancora più doveroso da parte nostra iniziare a prendere coscienza dello stato delle cose, della violenza che quotidianamente viene perpetrata nei confronti di persone il cui unico difetto è quello di essere dei viaggiatori sens papier.

Gabriele Del Grande, Il mare di mezzo. Al tempo dei respingimenti, Infinito Edizioni, Avellino, 2009, pp. 220, €15, 00.

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