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Pomigliano, mercatino degli studenti contro il “caro” libri

lunedì 27 settembre 2010, di Maria Celeste Annunziata


Pomigliano d’Arco. “La Cultura appartiene a tutti!”. È questo il grido dei ragazzi dell’UdS (unione degli studenti) di Pomigliano d’Arco, che non si perdono in chiacchiere. Dall’1 settembre, infatti, si sono rimboccati le maniche e hanno dato il via al “Mercatino del libro usato”, iniziativa contro il caro-libri che permette di acquistare testi delle scuole medie superiori, al 50% del prezzo.
Fino a metà ottobre l’UdS Pomigliano (così come nel resto d’Italia) andrà a sopperire a quelle che sono due gravi pecche legate al sistema scolastico italiano: il “tetto massimo dei libri” teoricamente stabilito dal Governo e puntualmente sfondato ad ogni inizio settembre; la scorrettezza delle librerie che, incuranti di tutto, rinnovano le edizioni dei libri senza realmente cambiare i contenuti. Questo mette in grande difficoltà le famiglie che non potranno acquistare libri usati o ereditarne da parenti, amici o chicchessia. In più, le suddette librerie speculano sugli studenti che arrivano a Port’Alba e dintorni con cataste di libri da poter rivendere. In sede UdS, i libri sono forniti dai ragazzi della città che, a fine mercatino, riceveranno il 40% su ogni libro venduto. Percentuale fissa sempre e comunque, a differenza della sommaria valutazione dei libri effettuata dai negozianti che si propongono di acquistare i volumi con quote che talvolta non raggiungono nemmeno il 10% del prezzo di copertina. L’UdS Pomigliano, quindi, cerca di operare al meglio, facendo onore all’appellativo di “sindacato studentesco” che l’associazione nazionale si auto-attribuisce. E’ possibile trovare i ragazzi dell’Uds in via Vittorio Emanuele 53, ospiti nella sede della CGIL di Pomigliano d’Arco, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20. La cultura è per tutti, ma il Governo sembra non ricordarsene, nonostante l’art.34, comma 3 preveda, ovviamente, “Il riconoscimento del diritto allo studio anche per coloro che sono privi di mezzi”. E in tempo di crisi i mezzi mancano davvero a chiunque.

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