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“La peste”, il libro inchiesta sullo scandalo dei rifiuti in Campania

sabato 2 ottobre 2010, di Felicia Liguori


La peste, la catena di montaggio del malaffare, che ha trovato il suo spazio vitale nell’emergenza rifiuti in Campania, che ha contagiato camorristi, forze dell’ordine e politici. È tutto raccontato nel libro di Tommaso Sodano, “La peste”, scritto con il giornalista Nello Trocchia.
Il volume, edito da Rizzoli e uscito lo scorso 29 settembre, rivela un’inquietante realtà e denuncia 15 anni di scandali, di sprechi, dei collegamenti tra P2 e P3, di connivenze tra camorra e politica nella gestione rifiuti in Campania, una denuncia che è costata al consigliere provinciale di Napoli minacce e intimidazioni e che è sotto scorta dal 2008.
Una storia, quella delle spazzatura, che comincia negli anni Ottanta quando in Italia va in crisi il sistema di raccolta e la soluzione viene offerta dalla camorra che fornisce intermediari “di fiducia” a cui le imprese e le amministrazioni del Nord affidano la “monnezza”, che parte per le discariche campane. “Monnezza” che poi finisce nelle cave, mentre il pattume tossico viene disseminato ovunque, spacciato come concime.
Nel 2003 Tommaso Sodano, allora presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato, denuncia irregolarità nel bando di gara che assegna alla Fibe la costruzione dell’inceneritore di Acerra ed alla Impregilo la gestione del ciclo industriale dei rifiuti: sono partite così le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Basssolino.
Dovevano essere sette gli impianti di Cdr per la produzione delle ecoballe e due gli inceneritori che dovevano bruciare. E pi la raccolta differenziata e la produzione di compost, passaggi che non sono stati rispettati dalla Impregilo e che ora sono oggetto di discussione dell’impianto accusatorio della procura di Napoli.
Gli effetti del disastro sono tuttora evidenti: rifiuti in strada, mancato smaltimento e un illegale trasporto dei rifiuti verso le discariche, controllato dalla camorra.
“La camorra, in qualche caso, - racconta il magistrato Cantone che chiude il libro con un’intervista - è diventata persino un alibi per poter dire che questioni aperte non potevano essere risolte. Il crimine organizzato è stato spesso evocato per evitare di affrontare i problemi che emergevano”.
La peste, come affermano gli stessi autori, unisce tutti, è capace di cancellare le opposizioni: “La munnezza campana è un affare nazionale”.
Per fortuna, però, c’è il coraggio e la determinazione di pochi, come Sodano, che porta avanti con coraggio la sua battaglia contro i rifiuti della politica italiana e lotta per restituire dignità ad una terra a cui per troppi anni sono state inferte ferite mortali.

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