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Tess Costa del Vesuvio. Chiesto incontro con Caldoro per discutere del futuro della società.

giovedì 7 ottobre 2010, di Felicia Liguori


Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil e i lavoratori di Tess Costa del Vesuvio SpA chiedono di incontrare il presidente Stefano Caldoro per discutere dell’attuale situazione e delle sorti future dell’Agenzia di Sviluppo Locale.
Attualmente la Tess vive un momento difficile a causa, non solo dell’incertezza sulle aspettative aziendali, ma soprattutto a causa della mancata corresponsione di risorse già impegnate. L’Agenzia ha utilizzato in maniera virtuosa le risorse conferite, tanto da chiudere, nel 2009, in attivo e da realizzare una rivalutazione del capitale sociale.
Lo stato di attuale disavanzo finanziario dipende, quindi, dal mancato pagamento di risorse relative a progetti ed attività regolarmente svolte dalla Tess e che, oggi, mette a rischio anche la regolare retribuzione dei dipendenti e il pagamento dei fornitori.
L’Agenzia rappresenta, da oltre 15 anni, un punto di riferimento per tutta l’area vesuviana, per le istituzioni, le imprese e i cittadini del territorio che ha visto una riqualificazione grazie a numerosi progetti attuati proprio da Tess.
Fu, infatti, per rifunzionalizzare le aree dismesse dopo la crisi industriale che colpì il territorio costiero a sud di Napoli e creare nuovi processi di sviluppo e di difesa dell’occupazione che nel 1994 nacque Tess Torre e Stabia sviluppo SpA, oggi Tess Costa del Vesuvio SpA.
Sono stati realizzati importanti interventi di riqualificazione e riconversione industriale quali l’ITS, il porto turistico di Marina di Stabia, l’hotel Crowne Plaza, nuove iniziative imprenditoriali, forniti servizi alle imprese attraverso strumenti operativi come lo Sportello Unico per le Attività Produttive, svolte attività di marketing territoriali e di valorizzazione delle risorse locali.
I lavoratori di Tess e le OO.SS. di categoria si augurano di poter portare avanti la mission dell’Agenzia e comunicano che qualora non vi sia adeguata attenzione verso le proprie legittime aspettative, saranno attuate forme di protesta che implicherebbero immediate ripercussioni sul tessuto sociale e istituzionale dell’area.

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