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San Giuseppe Vesuviano. Minoranza offesa dal Presidente Randaccio "atteggiamenti eticamente errati"

venerdì 8 ottobre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Querelle tra i capigruppo d’opposizione e il presidente del consiglio Alberto Randaccio “come al solito è lui che decide, è lui che comanda, e lui che offende ed è lui che sbaglia, ora basta”. Un commento di rabbia e soprattutto di uno schieramento di politici stanchi, quelli che ieri mattina hanno abbandonato la riunione dei capogruppi per l’inaccettabile comportamento del presidente Randaccio. La conferenza di servizio dei capogruppi, in vista del consiglio comunale che si terrà il prossimo 11 ottobre si è trasformata in una vero e proprio ring dove a combattere da un lato la figura del presidente del consiglio Alberto Randaccio mentre sul fronte opposto i consigliere di minoranza. Non sarà stato senz’altro semplice mantenere l’ordine dopo che gli stessi consiglieri hanno aperto la seduta criticando e lamentandosi proprio sulle modalità della convocazione. “Questo è un atto irresponsabile, - spiega il capogruppo del Pdl Vincenzo Catapano - il sindaco ed il presidente del Consiglio non si possono arrogare il diritto di decidere anche per la minoranza. Anche se noi non abbiamo la forza elettorale per imporre le nostre scelte, in questo modo ci viene tolto il diritto di fare delle proposte che potrebbero essere prese in considerazione anche da altri gruppi politici. Verso questo provvedimento ricorreremo al Prefetto”. A scagliarsi contro Randaccio ancora una volta (lo aveva già fatto nell’ultimo consiglio comunale criticando ancora una volta gli atteggiamenti dello stesso Randaccio ) è Dora Franzese, capogruppo del Pd “L’arroganza dell’amministrazione ha superato ogni limite, fin dai primi Consigli comunali abbiamo criticato i termini strettissimi con cui venivano convocati sia la conferenza dei capigruppo e sia il Consiglio comunale, oggi ci troviamo di fronte ad una chiara violazione di legge che spero, il Prefetto provvederà a far rientrare nell’alveo della legalità”. Insomma ancora una volta ad essere condannati sono i diritti di trasparenza e la mancanza di un confronto che violerebbero cosi ancora una volta il corretto svolgimento delle funzioni di un consigliere comunale, infatti secondo i consiglierid i minoranza il presidente Randaccio ha formulato da sé l’ordine del giorno e fissato la data dello svolgimento del consiglio comunale senza curarsi minimamente del parere altrui. Un comportamento senza dubbio legale che non ha violato nessun regolamento se non quello dell’etica ma ch comunque sia non ha impedito allo stesso Randaccio di fissare per lunedi alle ore 20,00 la seduta del consiglio comunale al cui ordine del giorno si discuterà oltre le consuete comunicazioni del sindaco, l’ approvazione verbale seduta precedente, approvazione rendiconto di gestione anno 2009 e relativi allegati, riequilibrio di bilancio 2010.

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