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San Giuseppe Vesuviano. Lite per un tamponamento: ventottenne ucciso a coltellate

martedì 19 ottobre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Ucciso con una pugnalata al cuore dopo una lite per un tamponamento. Sembra essere questo il movente più accreditato che ha visto il giovane Giuseppe Pizza, di appena 28 anni di Piazzolla di Nola, perdere la vita la scorsa notte in via Croce Rossa a San Giuseppe Vesuviano. Una morte assurda dai mille lati oscuri, tante le ombre ed una sola certezza: un corpo riverso in una pozza di sangue. Sono le ore 01,10. Giuseppe Pizza si trova alla guida della sua autovettura una Mercedes Classe A di colore grigia. Rientra a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. In macchina lo stereo canta Vasco Rossi e Giuseppe, intona qualche strofa mentre si avvia sulla strada di casa. All’altezza di Piazza Garibaldi inizia a notare qualcosa di strano. Un auto lo sorpassa. E in fase di sorpasso lo tampona, graffiandogli il paraurti. Qualche minuto per capire quello che fosse successo, qualche disguido con il conducente dell’altra autovettura, ma placata la lite, Giuseppe si rimette alla guida e riprende la sua corsa. Ma in via Croce Rossa qualcosa cambia. I conducenti dell’altro abitacolo cambiano idea e chiedono spiegazioni: hanno voglia di chiarirsi ancora una volta. Non è stato sufficiente il chiarimento per qual piccolo graffio. Giuseppe si ferma e li la lite degenera. Ignari i contenuti e chi abbia preso la parola per primo ma uno dei due conducenti dell’altra autovettura estrae un coltello e cerca di colpire Giuseppe. Il giovane evita i primi due colpi, che gli graffiano il braccio e la spalla. Ma il terzo è quello fatale. Dritto al cuore. Un grido di dolore, forse di ricerca di aiuto disperato e Giuseppe cade a terra agonizzante. Gli assassini non hanno pietà e scappano via. Il corpo di Giuseppe è li riverso in strada. Il silenzio e il buio della notte, sono gli unici a far compagnia al corpo del giovane che rimane a terra in un fiume di sangue, mentre la pioggia lenta lo abbraccia. Una scena assurda. Solo dopo qualche minuto, forse mezz’ora, una pattuglia di vigilanti nota, durante un servizio di perlustrazione della zona, il corpo del giovane. Scatta l’allarme. Sul posto i carabinieri della locale stazione coordinati dal maresciallo Antonio Prete e il suo Vice Giuseppe Sannino, avvertirti per prima, e i carabinieri del Nucleo Operativo di Torre Annunziata ai comandi del Capitano Luca Toti. Pochi istanti e anche i medici del 118 che però non potranno più portare in vita il giovane, morto sul colpo. Intorno alle tre sul posto sopraggiunge anche il padre di Giuseppe, Giovanni che rimane senza parole incredulo. Una vicenda assurda, alla quale gli stessi carabinieri ancora non riescono a dare un chiaro filo logico. Da chiarire innanzitutto il perché di una strada deserta in un orario non del tutto fuori dalla portata dei giovani e perdipiù di domenica sera, soprattutto per via Croce Rossa, cuore della cittadina, dove in tanti sono i giovani che si riversano per strada tra uno dei bar più gettonati e il ribattezzato seminario, luogo di ritrovo più apprezzato. E ancora : gli inquirenti stanno cercando in queste ore di ricostruire il tragitto percorso da Giuseppe e sul quale grazie alle telecamere di numerosi esercizi commerciali sarà possibile risalire all’autovettura che gli era alle spalle. Ed infine secondo i residenti sono stati uditi numerose urla e poi i clacson delle auto: urla agonizzanti di Giuseppe o anche di testimoni? Insomma lati oscuri tuttora da chiarire, come se i colpevoli sono due o più persone, e tanti gli elementi al vaglio degli inquirenti che non tralasciano nessun particolare. Un caso da manuale di giallo che potrebbe chiudersi nelle prossime ore se altri dettagli emergeranno.

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