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San Giuseppe Vesuviano. Indagini caso Pizza: tre fermi,sono coetanei di Giuseppe residenti tra San Giuseppe ed Ottaviano

giovedì 21 ottobre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Sono ritornati sul luogo del delitto, hanno guardato e riguardato per tre giorni quelle immagini riprese dalle telecamere del negozio in via Croce Rossa, hanno effettuato nuovi rilievi e ascoltato alcuni testimoni. Hanno spulciato con occhio attento e meticoloso quei volti e poi via a sirene spiegate hanno effettuato i primi fermi. I carabinieri del Nucleo Operativo di Torre Annunziata coordinati dal Capitano Luca Toti e i colleghi della locale stazione ai comandi del Maresciallo Antonio Prete e il Vice Giuseppe Sannino, sembrano stringere il cerchio ed iniziare a delineare con elementi più approfonditi l’intera vicenda per dare un giusto movente e un volto ai killer che Domenica notte hanno ucciso Giuseppe Pizza con una serie di pugnalate, di cui una fatale al cuore, in via Croce Rossa. Un delitto all’apparenza perfetto, tanto che gli inquirenti sin dall’inizio avevano riscontrato qualche piccola difficoltà. E’ notte fonda quando viene consumato l’omicidio, piove a dirotto e per strada non c’è nessuno. Nessun elemento utile per ricostruire se non quello di alcune immagini fornite dalle telecamere di videosorveglianza del negozio di fronte al luogo dove viene ritrovato il corpo. Iniziano le indagini. I militari del Nucleo Operativo ascoltano i residenti della zona: qualcuno ha sentito urla, altri solo il clacson, altri ancora niente. L’omertà sembra da fare da cornice al caso. Ma non si demorde. Viceversa si ripete l’intero percorso, la scientifica effettua ulteriori rilievi ed ecco che qualcosa sembra emergere. Le immagini sembrano consegnare il volto di alcuni testimoni. Qualche immagine che però basta a far partire i primi fermi. Nulla di certo. Ma i militari fermano tre sospettati. I tre, a quanto si riesce a sapere, sono dei coetanei di Giuseppe di San Giuseppe, Piazzolla ed Ottaviano. La sera del delitto erano li sul posto, proprio nei pressi della sua autovettura. Il perché erano li lo dovranno spiegare ora agli inquirenti che cercano cosi di fare luce sul caso. Quello che i tre ragazzi hanno riferito per ora durante l’interrogatorio per l’intera notte non viene svelato dai carabinieri che non tralasciano nulla. Se il colpevole possa essere tra i tre fermati o ancora in libertà tuttora non è chiaro. Insomma un puzzle che a poco poco sembra iniziare a comporsi di ogni suo piccolo dettaglio ed elemento utile agli investigatori per mettere fine alla vicenda che potrà cosi, riportare, almeno in parte, di pace nella famiglia Pizza.

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