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San Giuseppe Vesuviano. Ancora fermi per l’omicidio Pizza. Il Sindaco "Ho scritto al Prefetto, le nostre strade sono troppo pericolose"

venerdì 22 ottobre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Continuano a ritmo ferrato le indagini per scovare i killer che Domenica notte hanno ucciso a pugnalate il giovane Giuseppe Pizza, 28enne di Piazzola di Nola che si trovava in via Croce Rossa alla guida della sua autovettura, una Mercedes Classe A, quando per una lite generata dopo un lieve tamponamento è sfociata in tragedia. Un giallo che minuto dopo minuto si colora di particolari e dettagli inquietanti che fanno emergere uno scenario ancora più assurdo targato violenza. Ieri, mentre nella chiesa dell’Immacolata a Piazzolla, luogo natale del giovane 28enne, si svolgevano i funerali, i carabinieri del Nucleo Operativo di Torre Annunziata coordinati dal Capitano Luca Toti e colleghi della locale stazione coordinati dal Maresciallo Antonio Prete e il Vice Giuseppe Sannino, effettuavano i primi fermi. Tre i giovani sospettati di essere stati presenti sul luogo del delitto. Semplici testimoni oculari che di passaggio o in sosta in via Croce Rossa avrebbero fornito elementi per ricostruire l’intera vicenda. Durante l’interrogatorio i giovani, coetanei di Giuseppe, residenti tra Ottaviano e San Giuseppe avrebbero raccontato ai carabinieri quello che avrebbero o forse non avrebbero visto. Troppo poco o quanto basta per dare una svolta decisiva alle indagini. Ma i tre non sono stati gli unici fermati. Secondo quanto trapelato, in queste ore altre quattro persone sarebbero state condotte in caserma per essere ascoltate. Ieri pomeriggio infatti altri quattro giovani sono stati interrogati. Circa tre ore per fornire elementi utili a risolvere il giallo, ma al momento nessun dettaglio che dia un nome al killer. Un caso davvero contorto: da chiarire infatti rimane la dinamica. Giuseppe era realmente da solo in macchina o in compagnia di qualche amico, che visto il degenerare della situazione è scappato? E poi, Giuseppe conosceva i suoi killer o davvero l’ipotesi della lite per tamponamento, sarebbe il reale movente? Ed infine, sul luogo del delitto davvero il deserto o testimoni? Interrogativi ai quali i carabinieri stanno cercando di dare risposte senza tralasciare alcun particolare, persino le amicizie della vittima. Nel frattempo nella cittadina sangiuseppese sembra essere scattata la paura per quei ragazzi “ro’ seminario”. Quelli che quotidianamente popolano quella strada in massa, di giorno e di notte, con i loro atteggiamenti da guappi sempre pronti a creare discussioni. Se il killer si nasconda tra loro ancora non è confermato, ma questa la pista seguita dagli inquirenti. Nel frattempo, a condannare l’atto crudele e dimostrarsi vicino alla famiglia di Giuseppe è il sindaco Antonio Agostino Ambrosio che ha inviato nella mattinata di ieri un istanza urgente al Prefetto di Napoli chiedendo che al più presto si intervenga “quello che si è consumato nella nostra cittadina è un crimine spietato che non trova parole – spiega con rabbia il tricolore sangiuseppese – mi mancano le parole per definire l’atto assurdo messo in campo da persone che non meritano di esser definite tali se non bestie. Ieri mattina ho scritto immediatamente al Prefetto di Napoli dopo quest’ultimo episodio che purtroppo si unisce ad una serie di altre episodi verificatisi, un aumento di atti di violenza, di aggressioni, di liti, di accoltellamenti, che vanno estirpati e smantellati alla radice. E’ imminente la costituzione di un comitato locale provinciale per la sicurezza cittadina, non possiamo restare a guardare mentre si consumano simili delitti”.

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