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E’ prevista per sabato la manifestazione nazionale di protesta contro i tagli della riforma Gelmini

No alla riforma Gelmini. La scuola italiana "dissidente" si dà appuntamento a Napoli

giovedì 28 ottobre 2010, di Gennaro Addato


Napoli. Studenti e docenti precari di tutta Italia scenderanno insieme in piazza per difendere la scuola pubblica, a favore del diritto allo studio e del diritto al lavoro. La manifestazione nazionale, prevista per le 14:30 di questo sabato (appuntamento a Napoli, a piazza Mancini) vedrà tutte le componenti della scuola dire no ai tagli all’Istruzione messi in atto dalla riforma Tremonti-Gelmini. “Nell’arco di tre anni, verranno tagliati alla scuola pubblica otto miliardi di euro. Ciò significa che si perderanno circa 150.000 di posti di lavoro, tra personale docente ed ATA: un vero e proprio licenziamento di massa.” fa sapere Marcella Raiola, del Coordinamento Precari della Scuola. Concetto rinforzato da Ciro Castaldo, docente di matematica e fisica al liceo Colombo di Marigliano, che ha dichiarato: “Il mega taglio inflitto alla scuola pubblica da questa contro-riforma ha portato in dote classi sovraffollate che in alcuni casi “ospitano” fino a 34 allievi in strutture tetre, anguste e totalmente inadeguate, in cui, all’atto di girare la lavagna, rischi di prendere a gomitate chi è seduto in prima fila o di assistere al finimondo se qualcuno in fondo chiede di andare in bagno. Lascio immaginare l’enorme fatica e la quasi impossibilità nel portare avanti l’azione educativa e una didattica personalizzata. Per quanto riguarda il monte ore dei vari indirizzi sono state sforbiciate tutte quelle discipline che davano la possibilità di sviluppare coscienza civica e pensiero critico, per non parlare delle continue e inaccettabili pressioni per eliminare dai programmi certi argomenti ritenuti fin troppo scomodi. Ci troviamo a combattere ogni giorno con una condizione d’impressionante degrado culturale. La scuola è l’unica arma che abbiamo per uscire dal processo di spegnimento dei cervelli, calato ad arte dall’alto per formare “sudditi” che dicano sempre di sì. E’ emblematico che questo governo spenda per la scuola pubblica meno della metà degli altri paesi europei, eppure basterebbe disinvestire fondi per le spese militari, per rilanciarla in grande cominciando a immettere in ruolo su tutti i posti disponibili, i giovani docenti abilitati all’insegnamento, in nome di uno svecchiamento, solo a parole, tanto decantato”. Concordano in pieno i ragazzi dell’Unione degli Studenti, che hanno aderito alla manifestazione indetta dal CPS insieme a numerosissime altre sigle del mondo della scuola. Innalzamento dell’obbligo scolastico, forti sconti sulla mobilità, reintegro dei fondi, piena gratuità dei libri di testo: queste ed altre le rivendicazioni della manifestazione. Ha le idee chiare Carlo Manzo, studente liceale di Somma Vesuviana ed esponente dell’UDS: “La scuola pubblica è sotto attacco ed è un bene che il fronte di lotta vada allargandosi coinvolgendo anche i docenti, con i quali condividiamo l’idea, tanto semplice eppure messa in discussione ripetutamente, che la scuola pubblica debba restare tale”.

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