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Pomigliano. La mobilità Enam,De Nicola: "Futuro rilancio occupazionale e stabilità aziendale"

domenica 31 ottobre 2010, di Isabella Esposito


Pomigliano D’arco: Aumento della Tarsu, assorbimento dei lavoratori in altri settori, o adeguamento del contratto per la gestione dei servizi sul territorio: è la proposta che Nicola Di Raffaele, presidente dell’Enam, società a capitale pubblico per lo smaltimento rifiuti, presenterà al Comune per evitare l’esubero di 37 lavoratori. Nei giorni scorsi, infatti, Di Raffaele ha avviato le procedure scrivendo a Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune e sindacati, per informare del surplus nell’organico formato da 150 unità. Dopo la tempesta di interrogativi sulla mobilità richiesta per i dipendenti Enam, il presidente tenta di spiegare la situazione: “L’obiettivo non è quello della depenalizzazione del dipendente, piuttosto nasce dall’organizzazione che punta al riposizionamento dell’azienda su un mercato duraturo”. E’ così che il top manager, insediatosi nel giugno scorso, parla del problema “esuberi”. “Sembra strano, ma ciò che stiamo facendo ha l’obiettivo di rilanciare l’occupazione” aggiunge Di Raffaele, ed attualmente così come afferma “il taglio degli esuberi porterebbe ad un risparmio di circa un milione di euro”. Ebbene sì, perché sulla partecipata in questione i conti non quadrano, o meglio quadrano, ma senza alcun tipo di pareggio tra ricavi e costi. Almeno per il momento. La società Enam, sorge sulle ceneri di “PomiglianoAmbiente” oramai fallita, ereditando tutte le vecchie pecche, anche se Di Raffaele ci tiene a sottolineare: “Questo ricordo di Pomigliano Ambiente deve sparire”. Il riferimento però al fallimento sventato anche per l’Enam c’è. "È stato un atto necessario - ha sottolineato Di
Raffaele riferendosi alla mobilità richiesta - la società nei mesi scorsi ha rischiato di essere dichiarata fallita. Finora, con la nuova gestione, abbiamo risparmiato un milione e 300mila euro circa, effettuando tagli ai benefit del personale (circa un milione di euro), riorganizzando la vigilanza armata, disdicendo incarichi e consulenze esterne. Ma per il rilancio della società è necessaria la mobilità per le 37 unità, impiegate a tutti i livelli, per le quali, ora, la parola passa al Comune". E sì, come dichiara Di Raffaele “la partita ora si gioca con il mio unico socio”, così come ama definire il Comune. Il manager è stato già convocato dal sindaco Lello Russo per martedì prossimo: "In quella sede - ha concluso il presidente dell’Enam - cercheremo una soluzione alternativa per questi lavoratori. Al momento le uniche soluzioni mi sembrano ravvisabili in un aumento della Tarsu, un adeguamento del contratto con l’Ente per la gestione dei servizi in città, oppure con l’assorbimento di questi lavoratori in altri settori. Una possibile via d’uscita dal tunnel dei licenziamenti sarebbe anche l’acquisizione di nuovi appalti con altri Comuni.

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