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San Giuseppe Vesuviano. L’Associazione Codici esprime solidarietà alla protesta delle mamme vulcaniche

martedì 16 novembre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. Chiedono il sequestro preventivo della discarica Sari, dopo che gli ultimi esami dell’Arpac hanno certificato l’inquinamento della falda acquifera nei pressi dell’impianto. Per questo una trentina di esponenti dei comitati anti-discarica, le cosiddette “mamme vulcaniche”, hanno inscenato ieri mattina una manifestazione di protesta dinanzi al tribunale di Nola. Presso la procura nolana, che ha la competenza su Terzigno, sono state presentate diverse denunce, tutte tese a chiedere il sequestro della discarica. Il pm Giuseppe Visone, che sta seguendo le indagini, ha ricevuto una delegazione delle manifestanti, accogliendo ulteriori documenti e ascoltando le loro ragioni. Da Terzigno a San Giuseppe Vesuviano, la solidarietà verso un problema che ormai sembra essere diventata una vera e propria emergenza, coinvolge anche le associazioni del territorio e in particolar modo l’associazione Codici Campania, il Centro per i Diritti del Cittadino che ha la sua sede regionale a San Giuseppe Vesuviano, e che proprio sulla vicenda ieri ha lanciato un appello alla magistratura ed in particolare alla procura di Nola affinché la voce dei cittadini venga ascoltata: “In questa fase il ruolo della magistratura può essere fondamentale per dare risposte certe a legittime ansie e preoccupazioni. È indispensabile che le rimostranze della gente vengano tenute nella giusta considerazione, consentendo ai comitati di presentare le relazioni degli esperti nominati da loro”, spiega il segretario regionale di Codici Campania, Giuseppe Ambrosio. “L’attivismo dei comitati, delle mamme vulcaniche e, in generale, dei cittadini di Terzigno e degli altri Comuni vesuviani è lodevole e importantissimo. Da un lato, la contestazione pacifica di questa gente serve ad allontanare la violenza di pochi e pericolosi facinorosi; dall’altro lato, la pressione dei cittadini sta quasi “costringendo” i politici a muoversi per tutelare il territorio, cosa che in passato, colpevolmente, non è mai avvenuto”, aggiunge Ambrosio.

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