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In cella commerciante di 35 anni : con la scusa di un contratto minaccia con una pistola la sua vittima per ore

Sequestrato e seviziato, ferito al pene

domenica 21 novembre 2010, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 21 NOVEMBRE
Cimitile. “Vieni da me, parliamo con calma del tuo contratto di lavoro”. Con una promessa di regolarizzare la sua posizione lavorativa D.F. aveva attirato un ragazzo di 22 anni a casa sua a Cimitile. Una serata tranquilla che si è trasformata in un incubo per il giovane che è stato prima sequestrato, per diverse ore, sotto la minaccia di un revolver e poi costretto a subire un tentativo di violenza sessuale. Dall’aggressione il ragazzo ne è uscito malconcio, con ferite alle gambe e una al pene. Il suo aggressore, infatti, mentre il 22enne cercava di divincolarsi, lo ha morso.
D.F., un commerciante 35enne pluripregiudicato originario di Saviano è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Cimitile per calunnia, violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni personali e minaccia aggravata con arma da fuoco detenuta illegalmente.
A lui i militari sono arrivati a conclusione di una breve ma serrata indagine (coordinati dal comandante della Compagnia di Nola, il capitano Andrea Massari). Paradossalmente l’aggressore quando la sua vittima era riuscita, con notevole fatica, a sottrarsi alla violenza e a fuggire si era spaventato, preoccupato di quello che il ragazzo avrebbe potuto rivelare ha immediatamente chiamato i carabinieri per denunciare di aver subito una rapina. Quando i militari alle 2,30 dell’altra notte lo hanno ascoltato si sono resi conto che qualcosa nel suo racconto non era chiaro. A dare conferma agli uomini dell’Arma la notizia che arrivava dall’ospedale di Nola dove il 22enne si era recato per farsi medicare, qui i medici avevano riscontrato le abrasioni e la ferita al pene (giudicata guaribile in un giorno) e avevano comunicato alle forze dell’ordine l’episodio di violenza. Eppure il commerciante pur di scagionarsi qualche momento prima aveva raccontato ai carabinieri che proprio quel giovane, suo dipendente, si era introdotto nella sua abitazione e con la violenza era riuscito ad appropriarsi di 8mila euro in contanti e di un telefonino cellulare. I militari sono riusciti brillantemente a ricostruire quanto in realtà era accaduto, arrestando così il commerciante che aveva sequestrato il ragazzo rinchiudendolo all’interno della propria abitazione, lo aveva minacciato di morte con un revolver a tamburo a canna corta e lo aveva aggredito cercando di violentarlo. Scoperte le sue menzogne è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

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