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San Giuseppe Vesuviano. Reazioni dure sugli arresti per l’omicidio Pizza. Complimenti dal tricolore. Il Capitano Toti "allarme microcriminalità"

giovedì 25 novembre 2010, di Giovanna Salvati


San Giuseppe Vesuviano. “Nessuno mi ridarà mio figlio” e nessuno forse gli regalerà nemmeno più i sorrisi che il suo piccolo Giuseppe gli dava rendendola una mamma felice. Questo il commento di chi ieri era vicino alla madre di Giuseppe Pizza alla notizia dell’arresto dei due colpevoli dell’omicidio di suo figlio. “Loro marciranno in carcere ma Giuseppe è morto”. Nessuno può portare in vita Giuseppe ma almeno la chiarezza nel caso potrà permettere ai due killer di riflettere per un po’ di tempo a quello che hanno commesso. Una vicenda che più volte ha sollevato reazioni diverse “sono dei bastardi, devono marcire in carcere, si devono solo vergognare”, nella rabbia di chi ha visto portarsi via un amico, un fratello, un cugino. Eppure l’omicidio di Pizza ha aperto un caso grande come una voragine. Ha sollevato nelle due cittadine dove i due abitano, Ottaviano per il minorenne L.M. esecutore materiale, e San Giuseppe Vesuviano per il 19enne complice Giuseppe Casillo un problema forse a volte dimenticato: quello della microcriminalità. “Purtroppo un simile fenomeno è senza dubbio in crescita – ha spiegato il Capitano di Torre Annunziata Luca Toti – ma qui vediamo coinvolte tre famiglie perbene. L’istinto, il futile motivo di viabilità, gli atteggiamenti di rabbia hanno prevalso tanto da portare i due a commettere un simile gesto. La microcriminalità esiste e va combattuta”. Eppure c’è chi giura che quei ragazzi erano tranquilli. Forse all’apparenza, eppure tanto tranquilli da commettere un omicidio e per ben due mesi nascondersi dietro false dichiarazioni e decisivi “sono innocente”. Ma l’innocenza forse è l’unica parola che non potrà mai etichettare i due colpevoli di tanta crudeltà, un gesto barbaro,e tutto solo per una “guapparia” dovuto alla precedenza su una strada. Ma si può morire per cosi poco? Senza dubbio no, e ancora di più non si può restare a guardare. “Ai carabinieri va il nostro ringraziamento per la tempestività e la concretezza con cui hanno svolto le indagini – ha commentato il primo cittadino di San Giuseppe Vesuviano Antonio Agostino Ambrosio - la nostra speranza e che mai piu’ si possano verificare crimini efferati come quello accaduto a Giuseppe Pizza vittima innocente di violenza assurda e gratuita”. E la speranza è ora negli occhi di una madre che ha perso suo figlio e di altrettante due che hanno visto trasformare dinnanzi ai loro occhi i propri figli in due mostri.

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