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Somma Vesuviana: Sulla "Cittadella scolastica" c’è puzza di lobby

mercoledì 1 dicembre 2010


Somma Vesuviana. Dall’ultimo consiglio comunale è emersa una “notevole verità”: Ai politici sommesi piacciono le citazioni (più o meno dotte). Così,dall’assessore al Bilancio Cimmino (un habitué al quale, tra il serio ed il faceto, l’assemblea ha chiesto di chiudere con un aforisma la sua relazione sugli assestamenti di bilancio) ad Arturo Rianna (che sospira le sue citazioni sempre con un’aurea ascetica), passando per il colpo di teatro del sindaco Allocca (che ha inviato uno dei suoi collaboratori nei suoi uffici a sfogliare il vocabolario alla ricerca della parola “Meschino” da sventagliare in real time in faccia a all’uddiccino Aliperta). Ecco allora che pure noi tentiamo il colpo ad effetto della citazione. “Lobby: gruppo di persone che hanno grande influenza sul potere politico specialmente nel campo economico e finanziario" (dizionario Zingarelli). Cosa c’entri una lobby, o meglio un gruppo di pressione, in paese di una trentina di kilometri quadrati abitato da poco più di 30 mila abitanti è presto detto. Il caso in questione, al quale sembrerebbe calzare a pennello la definizione dello Zingarelli (anche se per una più esaustiva disamina dell’argomento sarebbe cosa utile leggere “Il Dizionario di Politica” di Bobbio, Pasquino e Matteucci), è quello relativo all’approvazione del “Progetto preliminare per la realizzazione della Cittadella scolastica”. Un progetto, per carità, che se realizzato risolverebbe l’annosa questione dell’enorme carico di fitti gravanti sull’Ente comunale per il mantenimento delle strutture scolastiche primarie, materne ed infantili della cittadina sommese. Un’opera da 20 milioni di euro per la realizzazione di 59 aule più i relativi servizi su di un’area di oltre 45 mila metri quadri. Il tutto finanziato con un’operazione di “leasing in costruendo” che sgraverebbe di una serie di oneri e di responsabilità l’Ente comunale (“Il progetto prevede una rata di 1 milione di euro annui per 12 anni. Il canone” secondo il prospetto allegato al progetto” verrà pagato solo dal momento dell’entrata in esercizio dell’opera affidata; e” sempre secondo il prospetto “verrà considerato come spesa corrente ai fini del Patto di stabilità, non concorrendo così a formare deficit pubblico”). Dov’è allora l’inghippo e perché l’opposizione ha fatto ferro e fuoco in Consiglio? Qui si ritorna alla questione dei gruppi, o presunti tali, di pressione. Si perché l’amministrazione Allocca, secondo la minoranza, a fronte di terreni comunali deputati dal Piano regolatore cittadino alla costruzione di opere pubbliche (scuole) ha scelto l’impervia, carissima e lenta strada degli espropri. “Perché” ha ripetuto come un mantra Alfonso Auriemma nel suo intervento “si è scelto di fare lì la cittadella scolastica, quando abbiamo a disposizione terreni comunali?”. Quello di Auriemma non è stata l’unica voce della minoranza. Anche Aliperta (Udc) e Cimmino (Pd) hanno messo a nudo l’incoerenza di spendere 3milioni di euro per acquisire terreni nell’area di Madonna delle Grazie a Palmentola quando poi c’erano due o tre zone di proprietà comunale sulle quali edificare un’opera così importante per la collettività. Non solo. La volontà di voler espropriare era nota alla maggioranza visto che le prime lettere di avviso ai proprietari delle terre sono partite il 5 ottobre. Dunque ben prima della “sceneggiata” del rinvio del punto nel consiglio del 14 ottobre scorso. Rinvio che fu effettuato affinché maggioranza ed opposizione, insieme, scegliessero un sito alternativo a quello proposto dall’amministrazione Allocca. A cosa sia servito il rinvio visto che l’opposizione non è stata chiamata non si sa. Il progetto è uguale al precedente e la proposta fatta allora in consiglio dal centrosinistra (quella di costruire in via Giulio Cesare) è stata scartata a priori, senza alcuno studio di fattibilità da parte del dirigente ai lavori pubblici Errico Eliani. A controbattere al fuoco dell’opposizione il sindaco Allocca (altra nota: Risponde sempre lui. Degli assessori neanche l’ombra, tranne ovviamente il buon Cimmino). Il primo cittadino ha spiegato che è stata scelta quell’area da 3 milioni di euro perché, su quelle comunali (ad esempio quella di Starza della Regina), vorrebbe costruirci un nuovo istituto tecnico e soprattutto il liceo scientifico che prenderebbe il posto dello “sgarrupato” Torricelli. Il tutto con i soldi della provincia così come, sempre secondo Allocca, gli avrebbe promesso il presidente dell’Ente di palazzo Matteotti Luigi Cesaro (e sinceramente, a vedere l’operato del centrodestra provinciale c’è da mandare a benedire l’ottimismo). Resta il fatto che, dopo una serie di fumosi interventi della maggioranza, nessuno abbia realmente spiegato il perché della costruzione in un’area (quella di Madonna delle Grazie a Palmentola) che, tra le altre cose, non sembrerebbe essere neanche raccordata con le principali nervature stradali cittadine. Quindi come potrebbe divenire l’in-spiegabile/ spiegabile? Semplice. Mettendo a tacere quelle che sono le “cacchiere da marciapiede” che vorrebbero i proprietari di quelle terre, i famigerati lobbisty, spingere affinché l’Ente vi costruisca sopra una scuola. In che modo Allocca ne uscirebbe a testa alta e senza nessun ombra o sospetto di essersi prestato al gioco di qualche gruppo di pressione? Semplicemente pubblicando l’elenco dei proprietari terrieri investiti dalla scelta del Comune e dimostrando che non c’è alcun legame tra la scelta fatta e qualche suo sostenitore elettorale (anche se si vocifera, ma è da dimostrare, che anche qualche consigliere comunale di opposizione avrebbe qualche interesse “familiare” in quell’area). Senza l’importo per particella. Quello presumo non interessi ai più visto che il totale, circa 3 milioni, si conosce già. Sono soldi pubblici e scelte di pubblica utilità le quali, presumo, interessino ai cittadini. Si chiede un elenco, mica la luna.

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