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Comunicato stampa del 29 dicembre 2010

Welfare, ’querelle’ Ermanno Russo/Giulio Riccio

L’assessore della giunta Caldoro, Ermanno Russo, si rivolge al pari delega del Comune di Napoli Giulio Riccio, presentandogli alcune precisazioni: “Collaborazione tra enti auspicabile e necessaria, ma serve mettere ordine nel pregresso”.

mercoledì 29 dicembre 2010


“Leggo dalle agenzie che l’assessore del Comune di Napoli, Giulio Riccio, ha proposto che la Regione lavori al fianco di Palazzo San Giacomo sulle politiche sociali. Per la verità ciò sta già avvenendo, tant’è che la Giunta regionale ha recentemente approvato una delibera che attiva le procedure, previste dalla legge 11 del 2007, per l’intervento sostitutivo, di accompagnamento e non punitivo, nei confronti del Comune di Napoli per il segmento specifico dei servizi alla persona. A tutt’oggi, infatti, l’Ente locale non riesce ancora a rendicontare rispetto a risorse assegnate esclusivamente per le politiche sociali e, probabilmente, utilizzate anche per altro”.
Così l’assessore all’Assistenza sociale della Regione Campania, Ermanno Russo, dopo la nota del componente della giunta Iervolino.
“Le questioni poste da Riccio meritano di essere puntualizzate. Per poter collaborare occorre fare ordine – prosegue l’esponente della giunta Caldoro – e non confondere le diverse voci ed i fondi previsti per i servizi sociali. L’assessore comunale di Napoli cita, ad esempio, il Protocollo welfare, sottoscritto l’anno scorso tra Comune e Regione, tralasciando però che lo stesso prevede l’impegno di risorse europee, che, come tali, sono finalizzate a progetti strutturali e quindi non utilizzabili per colmare lacune relative alla ordinaria gestione dei servizi e delle prestazioni del sistema integrato locale. Risorse comunitarie che non potranno essere in alcun modo trasferite senza l’indispensabile ricostruzione di una governance territoriale dei servizi rispetto a cui Palazzo San Giacomo è in grave ritardo”.
“Ritardo che peraltro ha manifestato anche con il Piano sociale di zona – conclude Ermanno Russo –, approvato dal Consiglio comunale di Napoli solo a fine 2010 e per cui è sì previsto uno stanziamento di alcuni milioni di euro, ma a patto che le risorse non vadano nel pozzo senza fondo del debito comunale. Si tratta di prescrizioni ben precise, che tra l’altro la giunta Caldoro ha ribadito, dopo che anche la precedente giunta si era mossa su questo stesso piano. Per ottenere fondi occorre garantire, attraverso una puntuale rendicontazione, che le risorse vadano a buon fine e siano dedicate esclusivamente alle politiche sociali, così come dice la legge”.

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