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"No alla privatizzazione". Così Tecce e Sodano rispondono sulla questione Tirrenia

La Tirrenia, una delle poche aziende pubbliche di dimensioni nazionali con direzione generale a Napoli, che garantisce il trasporto degli utenti verso le isole del golfo partenopeo, rischia la privatizzazione.

venerdì 16 novembre 2007, di Gabriella Castiello


NAPOLI - “Netta contrarietà alla privatizzazione della Tirrenia”. Così rispondono i senatori di Rifondazione comunista, Raffaele Tecce e Tommaso Sodano, all’urgente interrogazione posta dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero dei Trasporti.

Nell’interrogazione si chiede di conoscere “la posizione del Governo sui destini produttivi della compagnia e lo stato di attuazione su quanto deciso nella Finanziaria 2007 e da una risoluzione sul Dpef approvata in Senato nel luglio scorso. Dichiarazione con cui è stato deciso di stipulare una convenzione tra Stato e Tirrenia con scadenza non anteriore al 31 dicembre 2012”. "Siamo molto preoccupati e meravigliati di alcune dichiarazioni del Presidente di Confitarma, Nicola Coccia – affermano Tecce e Sodano - Il presidente propone, infatti, di ritardare la firma della convenzione con la Tirrenia, votata dal Parlamento, e di scegliere la strada della privatizzazione". I due senatori ritengono “assai paradossali le dichiarazioni di Coccia, che per porre fine ad una presunta distorsione della concorrenza trova come unica soluzione la cessione della maggioranza del gruppo Tirrenia, senza una gara pubblica e trasparente, ad un consorzio di armatori privati"."Non permetteremo - proseguono Tecce e Sodano – di non applicare quanto deciso con la Finanziaria dell’anno scorso e ribadito dalla recente risoluzione sul Dpef, con la quale il Governo si impegnava alla rapida stipula della convenzione tra il gruppo Tirrenia e lo Stato, in modo da poter realizzare
quanto previsto dal piano industriale. Un piano finalizzato a migliorare i
collegamenti marittimi e ad assicurare i posti di lavoro, prevedendo nella
Finanziaria adeguate risorse". Tra l’altro concludono i due senatori "la convenzione è già passata al vaglio del CIPE e all’attenzione dell’ UE, che ha espresso un primo giudizio positivo".

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