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Grande successo per Ecomondo 2007

venerdì 16 novembre 2007, di Mina Spadaro


RIMINI. “Le norme poco chiare, di difficile interpretazione, possono far diventare il confine tra lecito ed illecito estremamente labile e il mondo imprenditoriale perbene deve allearsi con gli organi di controllo per isolare e contrastare i criminali ambientali”. L’intervento del magistrato penale Maurizio Santoloci, componente la Commissione Ministeriale per la revisione del Testo Unico Ambientale e consulente giuridico del Ministro dell’Ambiente per la Criminalità ambientale ha riscosso consensi tra il pubblico presente ad Ecomondo 2007 (Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile)a Rimini. Al convegno “Ottimizzazione del fine-vita del veicolo”, organizzato a Rimini dalla neonata C.A.R. (Confederazione Autodemolitori Riuniti) presieduta dall’imprenditore napoletano Alfonso Gifuni, nell’ambito di ECOMONDO 2007, ha partecipato un gran numeri di autodemolitori concordi con Santoloci sulla necessità di distinguere tra la violazione fisiologica della legge ed il vero e proprio livello criminale. “La criminalità beneficia – ha, infatti, affermato Santoloci - della difficoltà interpretativa della norma, perché quando questa non è cristallina, ognuno la interpreta soggettivamente ed il confine tra lecito ed illecito diventa molto labile. Gli autodemolitori pagano gli effetti di una norma che per contrastare la criminalità organizzata colpisce anche gli imprenditori onesti”. Santoloci, magistrato penale, insegna diritto ambientale e tecnica di polizia giudiziaria ambientale presso le scuole di Polizia dello Stato e locali; è stato consigliere giuridico dell’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi ed ha partecipato alla stesura tecnica del decreto-rifiuti e del decreto-acque, oltre che coordinare la sottocommissione strategico-operativa della Commissione ministeriale Ecomafia. “Non posso che esprimere profonda soddisfazione per l’intervento del dott. Santoloci – dice il presidente C.A.R., Alfonso Gifuni – perché ha interpretato alla lettera lo spirito col quale nasce la nostra associazione e, auspicando il dialogo con gli organi di controllo, non possiamo che essere onorati di aver avuto con noi uno dei più prestigiosi formatori delle forze dell’ordine in tema di diritto ambientale. Il nostro intento è conseguire chiarezza, liberare gli imprenditori onesti dagli effetti collaterali di una norma nata per sradicare le illegalità ma pur sempre artificiosa”. Gifuni non ha dimenticato di ringraziare POLIECO (Consorzio per il Riciclaggio dei Rifiuti di Beni in Polietilene) per la fattiva collaborazione fornita alla costituzione dell’associazione, la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), alla quale il C.A.R. ha aderito, e i produttori di autoveicoli, rappresentati dal Dott. Francesco Caracciolo di UNRAE e dal Dott. Piercarlo Casetta di FIAT. Gifuni, dopo aver ricordato lo spirito dell’Associazione che intende dare maggiore rappresentatività sindacale alla categoria degli autodemolitori, ha evidenziato la poca chiarezza normativa che non solo rende più difficile lo svolgimento dell’attività in questione, ma rende anche complicato, a volte addirittura conflittuale, il rapporto tra le varie componenti della filiera “fine vita del veicolo”, cioè produttori, concessionari, demolitori, rottamatori, accierie ed industrie siderurgiche e difficoltoso il lavoro svolto dagli Organi di controllo. Per questo motivo, il C.A.R. intende promuovere un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti interessati per discutere su come raggiungere gli obiettivi previsti dalla Direttiva Comunitaria, in particolare il conseguimento dell’85% di riciclaggio di componenti del veicolo. Hanno preso parte al convegno anche Tommaso Campanile, Responsabile Nazionale Dipartimento Competitività e Ambiente CNA, Enrico Bobbio, presidente PolieCo,eSergio Rastrelli, consulente legale del C.A.R.

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