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Somma Vesuviana, dopo la costernazione per il furto del capitello aumenti la sicurezza intorno ai Beni Culturali sommesi

giovedì 27 gennaio 2011


Somma Vesuviana. “Sono costernato per l’accaduto”. Esordisce così Carmine Mocerino, consigliere regionale dell’Udc alla notizia del furto di un capitello corinzio in marmo, risalente più o meno al II o al III secolo d. c., avvenuto all’interno del sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana. Il consigliere regionale Udc, che lo scorso anno è stato fautore di uno stanziamento di 50 mila euro da parte dell’Ente di palazzo Santa Lucia per la realizzazione di una pedana all’interno degli scavi che possa permettere al pubblico di accedere fin dentro la struttura ha posto l’accento sull’importanza del sito archeologico. “Io ritengo gli scavi della Villa Augustea un patrimonio dal valore inestimabile. Mi auguro- prosegue Mocerino- che si faccia chiarezza sull’accaduto e che gli inquirenti riescano a trovare sia il capitello e sia i responsabili di quest’atto criminale. Inoltre- conclude l’esponente scudocrociato- mi auguro che da oggi si innalzi il livello di attenzione per la custodia e la valorizzazione di questa enorme risorsa, turistico-culturale, vanto non solo della cittadina vesuviana, ma dell’intera regione Campania”. Il sindaco Raffaele Allocca si è prodigato in una sorta di appello alla cittadinanza affinché faccia emergere il proprio senso civico. “Non mi piacere ciò che è successo ed ho la massima fiducia negli organi inquirenti” la dichiarazione del primo cittadino. “Io però vorrei appellarmi al senso civico dei cittadini affinché diventino vere e proprie sentinelle dei beni e delle risorse presenti sul territorio”. Il sindaco spinge più in là qualche polemica che vorrebbe il comune responsabile della cattiva conservazione del sito archeologico. “Non è colpa nostra anche se, sia dal punto di vista della sicurezza che da quello degli interventi, dovremmo controllare meglio”. Emanuele Coppola, responsabile dei Beni Culturali del complesso di Santa Maria del Pozzo si è soffermato sulla valenza del sito del periodo augusteo. “L’enorme pubblicità prodotta per promuovere il patrimonio culturale sommese, ed il suo relativo successo di pubblico, ha probabilmente suscitato l’appetito di qualche criminale. Ora però, parallelamente all’attività degli investigatori, va assolutamente aumentata la sorveglianza nella Villa Augustea e va potenziata la rete di personale qualificato intorno ad essa”. Coppola poi svela un piccolo retroscena relativo al capitello. “Quello rubato è simile ai due posti all’ingresso della chiesa del 500 di santa Maria del Pozzo. Questo potrebbe” conclude il responsabile “avvalorare la tesi secondo cui i due capitelli provengono dal sito di epoca augustea”.

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