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Somma. Ragazzini hanno molestato la piccola di pomeriggio tra l’indifferenza di tutti, vigili urbani compresi

Bimba aggredita dai bulli, spogliata in piazza

giovedì 27 gennaio 2011, di Giovanna Salvati


DA METROPOLIS DEL 27 GENNAIO

Somma Vesuviana. Denudata, derisa e insultata per gioco dai suoi stessi compagni, il tutto sotto lo sguardo indifferente di cittadini, di commercianti e ancor più pesante degli agenti della polizia municipale. Non accade nel terzo mondo, dove forse atteggiamenti simili per la legge della sopravvivenza passano inosservati, anche senza mai essere giustificabili, ma forse poco ci manca. Non è nemmeno notte inoltrata, ma appena le 18.13 di un martedì pomeriggio. L’aria fredda impedisce a tanti cittadini di passeggiare per piazza Vittorio Emanuele ma non per “i piccoli bulli di quartiere” di appena dieci anni. Sono li in piazza, cercano qualcosa da fare, eh si perché non c’è molta alternativa. Sembrano figli di nessuno, in una terra che diventa spettrale e soprattutto terra di nessuno, perché nessuno si accorge di loro. Non hanno un posto in cui andare se non quella piazza, ritrovo di giorno per tanti giovani che cercando di passare il tempo. Si ma martedì, quel tempo, i piccoli di quartiere hanno scelto di trascorrerlo con un gioco diverso. Stanchi del pallone, perché “richiamati dai cittadini perché danno fastidio” hanno deciso di “giocare” con una loro amica. Prima scherzano con lei, la prendono un po’ in giro, lei sta allo scherzo. Ma quel gioco improvvisamente diventa pesante “non mi va più di giocare” ma i piccoli di quartiere non accennano minimamente a fermarsi. La buttano a terra, le tirano i capelli, lei oppone resistenza. Ne segue una lunga lotta, in tre la circondano e tirandole i capelli la trascinano per la piazza. Tutti guardano, ma nessuno vede. Le tolgono le scarpe e i calzini. Il gioco si fa sempre più brutto per la piccola bambina, che nonostante chiede disperatamente tregua tarda ad arrivare. Ne seguono, risate, sghignazzi, qualcuno la prende in giro offendendola. Le strappano il giubbino e le cercano in ogni modo di tirare via il maglione. Scene assurde, preambolo di un gioco troppo pericoloso. La trascinano sul simbolico monumento (nella foto la scena) che c’è in piazza e li con un bastone iniziano a ridicolizzarla simulando scene sessuali a dir poco raccapriccianti. I loro schiamazzi disturbano e si fanno sentire. Ma in tanti passano vicino e con indifferenza continuano la loro passeggiata. Ragazzi trasparenti o maledetta omertà? C’è di peggio: indifferenza e menefreghismo “tanto non sono figli nostri”. Sono figli di madri che non possono stargli dietro perché devono preoccuparsi di andare a lavorare per permettergli di andare a scuola, di vestirsi e di avere un piatto caldo a tavola. “Vivono nel Parco, lasciateli stare”. Persino al Lazzaretto si cercava di dare conforto ai moribondi, ma qui no. Finalmente qualcuno si accorge di quello che sta accadendo. Sono scene che si susseguono sotto gli occhi di alcuni ragazzi che stanno studiando nella biblioteca comunale. Senza pensarci, sono i primi ad intervenire, segnalano l’accaduto ai vigili urbani. L’intervento solo dopo dieci minuti dal fatto. Tutto ciò è gravissimo, e peggiora quando dopo nemmeno qualche minuto gli agenti si allontanano. I piccoli bulli allora riprendono di mira la ragazzina e l’assalgono nuovamente, ma questa volta riescono solo a toglierle una scarpa. Ci giocano, la ragazza cerca aiuto, ma gli uomini della polizia municipale sono a meno di venti metri e non intervengono. Gli studenti sono cosi costretti a rivolgersi ai carabinieri, e dopo nemmeno qualche minuto, una pattuglia arriva sul posto per un intervento che sconfina nel sociale. Ma perché nessuno voleva intervenire? Perché quei ragazzi sono forse disagiati? Si, perché sono abbandonati, sono secondo alcuni “irrecuperabili”. Non è vero. Qualcuno si avvicina a loro, ci parla. Non parla una lingua diversa, ma solo quella del cuore, troppo difficile forse da imparare: quei bambini sono ragazzi normali, solo forse un po’ dimenticati, hanno sogni, idee, voglia di imparare e sentirsi parte di una società che però ormai sembra averli schedati come futuri criminali, per cui l’unico intervento possibile è quello dell’indifferenza. Un episodio raccapricciante che senza l’intervento di alcuni giovani, che si sono dimostrati cittadini modello, sarebbe potuto diventare l’ennesimo caso di microcriminalità.

Messaggi

  • Veramente un episodio raccapricciante che non va asoslutamente sottovalutato. Telecamere e sorveglainza nella piazza. Solo la repressione di questi pazzi ci salverà dalla mancanza di rispetto verso le donne.

  • a nome dei cittadini sommesi onesti ti dico :" GRAZIE ". Maria rosaria Rea

  • la destra sommese in un articolo pubblicato a dicembre sollecitava la polizia municipale a un maggiore controllo e sorveglianza in pricipal modo nella piazza V.Emanuele. Ma purtroppo siamo alle solite qui nessuno fa’ il proprio dovere. Incominciando dall’amministrazione comunale.

    • Non sono solita rispondere a simili tentativi di intimorire chi racconta la verità, ma caro Anonimo il gusto della replica è quello che più mi appassiona. Il tuo è un vano tentativo di minaccia? O cosa? Scusami ma cosi lo interpreto, ma mi piace pensare che mi sto sbagliando. Ma se non fosse cosi, sono sicura che l’unico attacco reale non è quello che arriva da uomini, donne e bambini del Parco, bensi da falsa gente perbene che si nasconde e crea allussioni, equivoci, confondendosi tra gente che ha davvero bisogno che qualcuno racconti la loro storia e gli dia un concreto aiuto! Se poi per te aiutare questa gente, denunciare simili atti e cercare una soluzione che non sia l’indifferenza, è motivo di minacciarmi allora credo che qui qualcuno debba davvero iniziare a preoccuparsi, e quello sei tu!!!io non ho paura di gente come te che è solo invertebrata perchè non ha nemmeno il coraggio di firmarsi. Se hai qualche problema la mia mail è giosalvati@gmail.com!!!!

    • Gentile Direttore,
      sono una cittadina e credo che quello che si sta leggendo qui è davvero l’eccesso. Si, insegno in una scuola media di Somma Vesuviana, e forse prima di tutti voi, giornalisti e carabinieri, vigili ed amministratori, so cosa pensano, come vivono e quello che vorrebbero questi ragazzi!Ma non è parlandone in questi termini, minacciando o accendendo una minaccia cosi grande, si possa risolvere il problema. Ognuno deve fare la sua parte: i carabinieri facendo luce sul caso, i vigili assumendo le proprie responsabilità, il sindaco punendo non solo i suoi agenti, ma anche gli assistenti sociali, chiedendo un tavolo tecnico urgente, i giornalisti raccontando la verità. Caro Direttore merito ai suoi collaboratori che raccontando, ma non sarebbe stato forse il caso che qualcuno scendesse in piazza in prima persona invece che chiamare i vigili o i carabinieri? Solo cosi si vede quanto sta a cuore questa realtà ad ognuno di noi. Sono convinta che tutto questo chiasso non porterà a niente.E noi insegnati siamo gli unici a fare davvero il nostro dovere.Non mettete altra carne a cuocere i migliori interventi sono quelli che si fanno in silenzio.
      Buon Lavoro
      A.M.

    • Gentile signora, io mi auguro che lei stia scherzando. Cosa significa che stiamo sollevando un polverone? Prima la giornalista, Giovanna Salvati, è intervenuta quando i piccoli bulli, per la seconda volta aveva aggredito la bambina che piangeva alle 19 nella piazza principale della città. Gli studenti hanno chiamato i carabinieri, dopo che i vigili urbani non intervenivano. Lei si è presa la briga di parlare anche con questi ragazzini. Ha fatto quello che ogni cittadino avrebbe dovuto fare, e io se fossi stata al posto suo avrei fatto altrettanto.
      Il direttore

    • Cara insegnante mi rendo conto che lei della vicenda non ha capito niente....
      Sono uno dei ragazzi che è intervenuto per tutelare la bambina,si,perhè è per questo che siamo intervenuti, non per aggredire i bambini o altro...La violenza subita dalla bambina è avvenuta in un primo momento , quando siamo intervenuti...in un secondo momento i bambini hanno cercato di ripete la cosa riuscendo a togliere solo una scarpa alla bambina....
      Perciò lei invece di criticare senza capire dovrebbe sapere che i carabinieri sono stati chiamati proprio perchè le nostre competenze erano limitate...abbiamo portato i bimbi in bibioteca per cercaredi distrarli.....a ripensare la scena rabbrividisco ancora....nel caso in cui mettesse in dubbio(anche se secondo me si è chiarita le idee) non resta che vergognarsi delle esterazioni che ha fatto...!!! Al massimo si può rivolgere al corpo dei carabinieri e chiedere di visualizzare il video della violenza...

    • Più provvedimenti si....ma no repressione solo più educazione....ma questi ragazzi purtroppo non hanno belli esempi

    • Tutte parole al vento...chi ha peccato pagherà....

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