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Sant’Anastasia. Al via le attività produttive locali

venerdì 28 gennaio 2011, di Comunicato Stampa


Sant’Anastasia – Sarà consentita la temporanea autorizzazione per le aziende esistenti sul territorio comunale. Lo ha deciso ieri il Consiglio Comunale, con una delibera che apre spazi alla soluzione di un antico problema che rischiava di soffocare lo sviluppo socio-economico e veder chiudere varie attività non in regola. L’autorizzazione è subordinata all’acquisizione dei competenti pareri ASL ed ARPAC in merito al ridotto impatto ambientale delle attività, ha efficacia per il periodo di 3 anni e l’attività produttiva dovrà obbligarsi alla futura delocalizzazione nelle aree a destinazione produttiva che, nel frattempo, saranno state attuate dall’Amministrazione.
Al fine di perseguire obiettivi di sviluppo economico, sostenibile e compatibile, è stato incaricato il dirigente del Servizio Urbanistica, dott. Luigi Terracciano (applaudito in consiglio comunale), di procedere ad un approfondimento tecnico dei P.I.P. di via Romani e via Pomigliano, e di verificarne lo stato di attuazione dei procedimenti finalizzati all’approvazione ed in particolare valutare se i citati strumenti urbanistici attuativi, oltre alle aree per insediare le imprese, prevedano la realizzazione di strutture pubbliche o ad uso pubblico per ospitare “servizi alle imprese”, che possano fornire sostegno e ausilio allo sviluppo economico locale.
“E’ un atto inserito nell’azione di responsabilità dell’A.C., per mettere il tessuto economico e produttivo del paese in condizione di poter rilanciare le attività commerciali. Ci siamo spesso – afferma l’assessore al ramo, arch. Giancarlo Graziani – confrontati con una realtà complessa, fatta di aziende che tardano a mettersi in regola, sia dal punto di vista della compatibilità ambientale, che di quella urbanistica. E per loro si prospettava la limitazione dell’attività, se non la chiusura. Questo fino alla delibera approvata ieri in consiglio comunale. Una delibera che è semplice nell’impostazione, ma può avere un effetto dirompente per quello che può significare in termini di sostegno al tessuto produttivo locale ed al mantenimento dei posti di lavoro. Le leggi risalenti al ’68 sono poco adeguate alla realtà del territorio attuale ed è ovvio che in una zona definita agricola non si poteva pensare di dare sviluppo e spazio alle attività produttive. Chi ha investito creando un’azienda l’ha fatto in passato rischiando e restando nella “morsa” della compatibilità ambientale e urbanistica, mettendo il comune e anche l’ASL, con la quale abbiamo fatto una concertazione, in difficoltà. Le aziende ora, faccio un esempio citando quelle della panificazione, non solo potranno – e dovranno - mettersi in regola con la compatibilità ambientale utilizzando tutte le tecnologie moderne, ma potranno anche programmare uno sviluppo, firmando un obbligo a trasferire l’attività nelle aree a destinazione produttiva che nell’arco di tre anni ci siamo “vincolati” ad attuare. Il senso di questa “moratoria” è proprio quello di offrire l’opportunità alle aziende esistenti, ed a quelle che potranno essere interessate, di ottenere un’autorizzazione valida per tre anni, che può prevedere in deroga al PRG anche un cambio di destinazione d’uso da residenziale a produttivo dei locali aziendali, sulla scorta di un ridotto impatto ambientale rilevabile dal parere favorevole dell’ASL competente. Il vincolo per l’azienda è quello di spostare l’attività nelle aree dei P.I.P. di via Romani e via Pomigliano che in tre anni ci spetta realizzare. Lavoreremo al funzionamento dello sportello unico SUAP per dare all’utenza un punto di riferimento certo per ottenere le autorizzazioni. Siamo fortemente pronti ad accogliere le istanze degli imprenditori ed a supportarli nel percorso da noi individuato”.

“Penso che ci sono gli elementi per comprendere che è cambiato il passo dell’azione amministrativa, nel rispetto di quello che abbiamo detto in campagna elettorale. C’è una percezione diversa anche da parte degli uffici, di quelli che hanno compreso lo spirito dell’A.C. di voler dare forma e vita al cambiamento. Noi non vogliamo rifare i P.I.P., vogliamo farli partire, vogliamo capire il tessuto socio-economico del paese e vogliamo mettere le regole, dando le condizioni per mettersi in regola. Questo – dice il sindaco Carmine Esposito – è il senso della moratoria di tre anni. Non vogliamo chiudere gli occhi sulle attività produttive a rischio di chiusura, vogliamo aprirci con la mentalità di non essere ostili al cittadino, ma accompagnarlo verso la legalità. Vogliamo costruire un sistema-paese dove le regole valgono per tutti e mettere il cittadino al centro, con la disponibilità a rimodulare le nostre scelte se ve ne fosse bisogno. In questo senso va letta anche il riordino della macchina amministrativa e i cambiamenti dei responsabili che abbiamo attuato”.

Messaggi

  • Con tutto il rispetto per il lavoro che fa l’amministrazione ma si parla di cittadino, di legalità, di aiutare gli imprenditori.Ma quali cittadini?Quali imprenditori?Dov’è la legalità?Pensate meno al clientelismo e favoritismi forse dovuti agli accordi presi in campagna elettorale.

  • MI SEMBRA UN PROVVEDIMENTO MOLTO POSITIVO.UN PLAUSO ALL’ASSESSORE GRAZIANI E A TUTTA L’AMMINISTRAZIONE.

  • Una delibera davvero semplice nell’impostazione ma altrettanto complessa per tutto ciò che può esservi dietro. Un aiuto agli imprenditori, un sostegno al tessuto produttivo locale, bene ma forse finalizzato a curare sempre gli interessi degli amici, una delibera voluta e preciso volutamente forse per saldare i debiti di una campagna elettorale.?...A discapito sempre di chi? Di noi onesti cittadini.
    Complimenti, un altro applauso al Dott. Luigi Terracciano e in modo particolare a qualche consigliere che con la sua tenacia è riuscito ad ottenere ciò che voleva e proprio sfruttando la posizione del caro Dottore.Avanti così e viva la legalità, anzi la trasparenza.

    • Cosa cambia questa delibera? Nulla . Le attività abusive dei centri commerciali abusivi e dei forni abusivi non sono mai state chiuse né sospese da nessuno. Non è un mistero che tutti i supermercati di Sant’Anastasia sno del tutto o in parte abusivi e in attesa di condoni mai pagati (sarebbero cifre da mettere a posto per sempre i bianci comunali). Vi risulta che abbiano mai chiuso un giorno? Vi risulta un sequestro o una multa? Mai negli ultimi 20 anni. Quelli che hanno avuto verbali e sequestri sono i privati cittadini con le loro case dove vivono con le loro famiglie

  • E’ molto bello leggere queste cose, mi allarga il cuore. Purtroppo le leggi che regolano la compatibilità ambientale (e la salute) sono leggi statali al più regionali, e non possono essere cambiate con una delibera di Consiglio Comunale. E’ bene poi ricordare a tutti che la legge stabilisce oggi la responsabilità totale dal punto di vista civile e penale del funzionario (nella fattispecie Luigi Terracciano) e non certo dell’arch. Giancarlo Graziani o del sindaco, che hanno solo la responsabilità politica. (tradotto in parole povere e semplici, Graziani e sindaco fanno i gay col sedere di un altro). Il rischio per gli imprenditori è di tirare a campare con carte comunque illegittime, e che sulla base di una denuncia di un qualsiasi soggetto (esempio uno che ha il panificio a fianco) diventeranno carta straccia, mentre il povero Luigi Terracciano fa il Kamikaze. Esposito si prende i meriti senza rischiare..e anche gli applausi delgi incompetenti!

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