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Somma Vesuviana, Coppola:"E’ ora di verificare lo stato dei testi antichi del nostro patrimonio libraio"

giovedì 10 febbraio 2011, di La redazione


Somma Vesuviana. Una richiesta di verifica sullo stato di conservazione dei restanti volumi dell’Antico fondo Librario di Santa Maria del Pozzo al sindaco di Somma Vesuviana Raffaele Allocca. Così, dopo la denuncia per la scomparsa di ben otto volumi del fondo letterario antico proveniente dal convento e conservati presso dalla Biblioteca Civile “Raffaele Arfè”, Emanuele Coppola, direttore dei beni culturali dello stesso complesso monumentale francescano, riaccende il riflettore sugli antichi manoscritti dal valore, sia storico che economico, inestimabile. Nel 1869 l’allora prefetto emanò una circolare con la quale decise di conservare i beni librari sommesi istituendo una biblioteca. Il primo febbraio dello stesso anno il consiglio comunale decise con una delibera di istituire una biblioteca comunale stanziando 200 lire. Nel novembre del 1921 fu inaugurata la tanto attesa Biblioteca Popolare ad opera dell’Unione Magistrale di Somma Vesuviana proprio per custodire il patrimonio librario. Una settantina di anni dopo, nel 1994 fu invece inaugurata la biblioteca Civica Raffaele Arfè di Somma Vesuviana. La biblioteca è situata nei locali del I Circolo didattico (Direzione) di Somma Vesuviana, in via Roma, e la responsabilità della conservazione del patrimonio letterario, come da statuto, spetta al dirigente scolastico in carica, coadiuvato da un comitato di gestione. Due anni prima l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici aveva catalogato tutti i manoscritti che sarebbero finiti successivamente nella biblioteca. Un catalogo per certi versi imponente e composto da 684 volumi editi tra il 1480 ed il 1779 e provenienti da ogni parte d’Europa. Poi la scoperta e la denuncia della scomparsa da parte dello stesso Coppola della scomparsa di ben otto volumi dileguatesi nel nulla. “Accettiamo di buon grado la richiesta di Emanuele Coppola” le parole del primo cittadino Allocca. “Questi testi sono un patrimonio di inestimabile valore per la nostra collettività e mi dispiace che le passate amministrazioni non abbiano mai pensato a dove allocarle. Noi” conclude il sindaco “di concerto con chi li gestisce saremmo intenzionati a posizionarli nel Castello D’Alagno appena sarà ultimato oppure nella stessa biblioteca di Santa Maria del Pozzo”.

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