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La notizia del giorno dal ROMA del 26/07/2007

Deposito a fuoco, panico sulla 268

La vecchia struttura dismessa, situata sotto la statale, è stata completamente distrutta. Indagini dell’ARPAC.

giovedì 26 luglio 2007


POLLENA TROCCHIA. “Non si capiva più niente: sembrava come quando d’inverno il cielo si fa scuro e una nuvola nera anticipa lo scoppio di una tempesta”. Ricorre a un’immagine metereologica un’ anziano residente nell’area circostante via Costanzi per descrivere l’intensità dell’incendio che da due giorni e una notte è in corso di spegnimento.

In un capannone ubicato al di sotto della strada statale 268, apparentemente dismesso, nel primo pomeriggio di martedì si sono alzate le bave di fuoco che hanno appestato l’aria, minacciando di divorare la strada sovrastante. “C’erano rifiuti di ogni tipo -ha spiegato l’uomo- sicuramente gomme di automezzi”. Ma qualcuno ha raccontato che la struttura veniva utilizzata anche come deposito di pullman.
Man mano che il focolaio si ingrossava travolgendo la sterpaglia circostante, un fumo nero e denso ha ricoperto completamente il tratto della statale. Per circa un chilometro, in prossimità dell’uscita di Sant’Anastasia, il percorso è apparso subito proibitivo. I dirigenti dell’Anas, gestori della superstrada del Vesuvio, hanno disposto l’immediata chiusura al traffico della bretella per evitare che alle fiamme si potesse aggiungere l’intossicazione degli automobilisti in transito. O, peggio ancora, la eventualità di incidenti. Fino a ieri pomeriggio, il tratto interessato era ancora sbarrato all’accesso. I vigili del fuoco di Napoli, stazionamento di Ponticelli, hanno lavorato ininterrottamente anche durante la notte per circoscrivere i focolai. “Sono appena tornato dal luogo dell’incendio -ha raccontato ieri Agostino Maione, sindaco della cittadina vesuviana- per verificare di persona l’accaduto.

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I pompieri sul luogo dell’incendio

In questa fase i pompieri stanno proseguendo il lavoro di spegnimento che si presenta molto difficile. Non si tratta più di utilizzare le pompe dell’acqua, ma di intervenire con il terreno man mano che si scovano i punti da cui potrebbero riaccendersi le fiamme”. Intanto il primo cittadino ha chiesto l’intervento dell’Arpac per le verifiche ambientali. La zona coinvolta, ha detto Maione, circa 10 mila metri quadrati, “fa parte di una lottizzazione assegnata negli anni 80 del novecento alla Cooperativa acerrana s.r.l. Il Comune attiverà tutte le procedure per verificare se vi sono gli estremi per il risarcimento dei danni”.
L’afa di questi giorni che ha fatto salire la temperatura a circa 40 gradi, ripropone il pericolo degli incendi che in queste ore sta interessando l’Italia. In più, discariche abusive sorte in ogni luogo un po’ più appartato, minacciano pesantemente la situazione. Ed è lo stesso sindaco di Pollena Trocchia a lamentare l’incuria dei vari enti preposti. “Bisogna vedere -dichiara- se anche l’Anas non ha le sue responsabilità. La statale, come anche le strade cittadine, vanno ripulite delle sterpaglie proprio per evitare che diventino focolai di incendi”. Dunque, gli stessi Comuni devono fare la loro parte, “altrimenti è inutile parlare di prevenzione: finiamo solo per ricadere sempre negli stessi problemi”.

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