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Pomigliano Una denuncia in Procura chiede di indagare sulle azioni dell’Amministrazione

Esposto e manifesti, le accuse di Pasquino

martedì 22 febbraio 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 22 FEBBRAIO

Pomigliano d’Arco. I cittadini pomiglianesi hanno da qualche tempo un nuovo difensore: “Pasquino Ciabattino”, che con manifesti affissi in città (a cadenza regolare, ma poi subito rimossi perchè abusivi) punta il dito sulle “malefatte” dell’amministrazione comunale. “Per dare voce a chi non può farsi sentire”, dice di sé. L’ultimo scritto, in ordine di tempo, ieri mattina. Un manifesto suddiviso in nove punti, alcuni dei quali l’anonimo estensore ha deciso di riportare anche all’interno di un esposto che ha inviato alle procure della Repubblica di Nola e di Napoli. Nell’ultimo manifesto, Pasquino se la prende un po’ con tutti, dal neo comandante dei vigili urbani, Luigi Maiello, al sindaco Raffaele Russo, per finire con lo stesso centrosinistra, quell’opposizione che in città si fa sentire ormai poco, se non fosse per i giovani. Definisce “rambata’’ l’operazione con cui i vigili hanno sequestrato un’area di via Macedonia, qualche giorno fa (a detta di Pasquino) già sotto sequestro, e poi ricorda al sindaco che “Prima di mettere i divieti di affissione, bisognava creare gli spazi adeguati”, che le Guardie Ambientali non erano necessarie, che l’area giochi all’interno del Parco Pubblico “Giovanni Paolo II” andrebbe messa in sicurezza, che per la gestione comunale rischia la chiusura del “Centro Pertini’’, che i lavori di “somma urgenza” che il Comune sta affidando in realtà sarebbero un modo per dare “contentini” agli imprenditori vicini al centrodestra, e cita i casi del muro di cinta del cimitero, via G. Marconi, via E. De Filippo, via Passariello cui lavori di ripristino sarebbero stati fatti in modo parziale e in modo raffazzonato. Insomma per Pasquino, la città sarebbe “tornata agli standard di vita della fine anni ‘80 inizio anni ‘90, con una differenza, che oggi il cittadino non e’ più stupido o ignorante”. Nel manifesto, e nell’esposto inviato alla magistratura, Pasquino ci va giù duro soprattutto su due casi, uno riguarda un’ordinanza sindacale, non rispettata dall’attuale primo cittadino, e l’altro il modo in cui Russo (primario all’ospedale di Avellino) si reca al lavoro. “Il Signor Dott. Lello Russo”, si legge nell’esposto, “da oltre un anno non ottempera ad un’ordinanza del precedente Sindaco, per quanto riguarda 2 manufatti che stanno sulla sede stradale di via Ercole Cantone (nella foto), in corrispondenza del passo carrabile dell’abitazione dello stesso odierno sindaco”. Mentre riguardo all’autista Pasquino parla di un fatto “grave, molto grave”. Cioè Russo utilizzerebbe l’autista del Comune per farsi accompagnare all’ospedale, non in veste di sindaco, ma di medico. Uno dei punti dell’esposto su cui i magistrati, se riterranno opportuno, faranno chiarezza.

PASQUINO
La più famosa statua “parlante” di Roma è situata in piazza di Pasquino. Probabilmente iniziò per caso ad essere utilizzata per esporre pungenti satire anonime verso chicchessia, ma con il tempo è stata utilizzata soprattutto per feroci satire politiche, perlopiù indirizzate verso il pontefice o, comunque, verso i personaggi in vista dell’epoca, tanto che questo genere di “messaggistica” fu detta “pasquinata”. Ad essa si ispira il Pasquino pomiglianese.

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