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Somma Vesuviana. Dibattito sulla "zona rossa", tra proposte e polemiche

sabato 5 marzo 2011, di La redazione


Somma Vesuviana. (Dal Roma).“Il problema non va affrontato in termini di allargamento o restringimento della zona rossa anche perché molto probabilmente a breve tale area sarà ampliata, quanto piuttosto ciò che si deve consentire in tale zona per migliorare la vita dei cittadini”. E’ l’assessore regionale all’urbanistica, Marcello Tagliatela, nel suo interevento sulla zona rossa al convegno organizzato dalle amministrazioni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana presso il cenacolo del convento di Santa Maria del Pozzo, a far chiarezza sul destino della legge 21 del 2003 (quella che appunto istituisce e disciplina l’area in questione). Lo stesso assessore ha posto l’accento sulla possibilità di lavorare a braccetto con i comuni investiti dagli effetti della legge voluta dall’allora giunta di centrosinistra di Bassolino. “Noi nell’affrontare la sfida di migliorare il migliorabile terremo in considerazione le istanze congiunte dei comuni dell’area. Anche se è nostra intenzione fare una differenza tra i comuni della fascia litoranea e quelli che invece si trova alle falde del Monte Somma”. L’intervento di Tagliatela ha praticamente chiuso un incontro che ad un certo punto è diventato caldissimo. Sugli scudi Carmine Esposito, primo cittadino anastasiano e tra i fautori della proposta di modifica dei parametri della zona rossa. “Con questa legge ci hanno impoverito. Non vogliamo costruire – afferma Esposito, insieme al sindaco di Somma Raffaele Allocca - ma delocalizzare, ristrutturare, sviluppare quello che c’è. I nostri centri storici muoiono, non si può spostare una pietra. Vogliamo poter riqualificare. Questa è una legge che non ha né capo né coda. Non è che se il Vesuvio scoppia la lava si mette a fare il giro, chirurgicamente” le parole del focoso premier anastasiano. “Se poi non vogliono sostenerci nella modifica dei confini ci diano almeno le infrastrutture. Ad esempio” rimarca Esposito “il vecchio Policlinico impiantatelo qui, delocalizzino il terziario oppure ci costruiscano strade e vie di fuga degne di tale nome”. Ma il sindaco ha rincarato la dose andandoci giù pesante in più di un occasione. “I falsi ambientalisti ci bollano come cementificatori, abusivisti. Ma non è così. Noi discutiamo di un problema ignorato dai governi di centro sinistra”. Gelo in sala quando ad un certo punto il sindaco anastasiano, in aperta polemica con Pino Capasso, primo cittadino di San Sebastiano al Vesuvio e strenuo difensore della zona rossa, si è augurato che “San Sebastiano venga rasa al suolo dal Vesuvio”. A supportare la tesi dello squilibro nel tratteggiare la linea di confine della zona rossa ci ha pensato Giancarlo Graziani, assessore all’Urbanistica, dell’amministrazione Esposito. L’architetto ha mostrato come, nel corso delle varie eruzioni vulcaniche dal 1631 in poi, poco o nulla sia cambiato nella morfologia dei territori ai piedi del Monte Somma. Più sobri gli interventi del sindaco sommese Raffaele Allocca il quale ha proposto, a breve, un “consiglio comunale congiunto tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia per discutere di questa problematica”.

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  • Intanto c’è da dire che nel corso del convegno ci sono state parecchie giravolte, questo perchè l’On. Marcello Taglialatela ,assessore all’Urbanistica della Regione, cioè quello che decide, ha parlato per ultimo. Prima di lui, c’è stata la magrissima figurella dell’assessore all’urbanistica di Sant’Anasatsia Giancarlo Graziani che è di Napoli, il quale totalmente all’oscuro, si è lanciato in una disciussione sulla perimetrazione della zona rossa, dicendo che fu voluta dal centrosinistra, e che è inutile perché la lava non arriva nel paesi vesuviani interni, con tanto di tavole e disegni mostrati per dimostrare ciò. Concludeva il Graziani dicendo che bisogna restringere il perimetro della zona rossa a favore di una zona arancione che poi era il titolo del manifesto e lo scopo della serata e il motivo per cui tutti eravamo la, diciamolo!! Esposito e Allocca i due sindaci sono stati più ambigui, con la differenza che Allocca è moderato, ed Esposito straparla. Un momento diceva che non voleva costruire, l’altro momento accusava la sinistra di averlo pensato, poi diceva che le case vanno ampliate et. etc. Non si aspettava un Taglialatela così diretto. Lui ha iniziato l’intervento annunciando da subito che la zona rossa sarà ampliata entro il mese prossimo, poi che la perimetrazione non è stata voluta dal centrosinistra ma dalla Protezione Civile!!!! In che mani siamo... spiace soprattutto per l’assessore di Sant’Anastasia, il superimpegnato Graziani architetti di Napoli, che volando fra Londra e Parigi non trova il tempo per dedicarsi ai miserabili cafoni del paesello. Allora prima proposta: via Graziani, dentro un assessore di sant’Anasatsia (non mancano nomi: l’arch. G. R., ora nell’ufficio tecnico, il più anziano arch. A.M.,detto N.M., l’ing. T.D. da sempre amico del sindaco, perché lui no?? ma anche l’arch. L.Z.)gente sicuramente più capace e interessata a Sant’Anasatsia, ma ce ne sono molti altri.

  • Spiace che Allocca stringa questa alleanza con Esposito. Cosa potrà mai fare Esposito per lui? Spera ancora che conti il fatto che Esposito sia stato il capogabinetto di Cesaro? Ma se Esposito si appoggia a Graziani sperando di ottenere le cose, visti i suoi trascorsi e le sue parentele. Allocca fatti coraggio e vai avanti senza inutili zavorre

    • All’urbanistica a Sant’AnastAsia vedrei bene l’arch. G.R., una brava perosna. Inoltre con risparmio del comune, perchè invece di pagargli la consulenza nell’ufficio, lo paga direttamente come assessore e si risparmia uno stipendio. E’ una persona equilibrata e sta dalla stessa parte politica da sempre. E’ di Sant’Anastasia e penso che è interessato al meglio per il suo paese. Lo so, il sindaco è lui a decidere, però sindaco pensaci. Ma lui, accetterebbe?

  • Tutti a fare le solite facili ironie, ma si vuole capire che i vincoli posti in maniera indiscriminata hanno distrutto le speranze di crescita delle nostre zone? tutti che straparlano di imprese agricole: senza sapere che un impresa per definirsi tale deve avere una capacità di sviluppo che non puo prescindere dalla costruzione di laboratori e capannoni oppure si fa finta di non sapere che in un area dove il piu grande appezzamento non supera i 3 o 5 ettari di terra e quale agricoltura volete fare con 4 ettari di terra? o ci volete prendere in giro? se agricoltura ci deve essere deve allora non resta che la trasformazione, ma sanno i saccenti di turno che per i vincoli sulla nostra area nemmeno una serra è possibile costruire? e allora vi prego cari conservatori e reazionari che non siete altro di stare zitti.
    Noi riteniamo che un rischio vulcanico non possa pregiudicare la possibiltà di sviluppo ( non vogliamo residenze edilizie)altrimenti qualcuno ci spieghi come è stato possibile costruire un ospedale alla base della colata lavica tra San sebastiano e ponticelli........ci dicevano che l’ospedale era una priorità....forse per qualche medico, qualche fortunato che verrà assunto....ma allora il rischio vulcanico cambia in base agli interessi? se è cosi allora vi prego di essere meno pagliacci e consentire a tanata gente che ha voglia di fare impresa di poter consentire almeno la costruzione di manufatti utili allo scopo, se no è meglio dirlo subito e chiaro che è megliko emigrare e andare ad investire da altre parti.Senza manufatti non si puo immaginare nessun sviluppo......anche per imbottigliare del miele le normative sanitarie e vigenti prevedono solo edesclusivamente poterlo fare in ambienti idonei e non certo in capanne di foglie.
    Ma dato che i pagliacci sono tanti come tanti sono coloro che vivono in bellissimi appartamenti in aree vincolate( si dirà che sono state costruite prima della proibizione) allora siete pregati di lasciare le vostre belle case e metterle a disposizione per la creazione di laboratori artigianali, altrimenti pagliacci statevene solo zitti

    • Agli amici degli autonomisti: se c’è un pagliaccio qui è quello che ha illuso la gente di voler togliere la zona rossa e poi fa un convegno a Somma (non a Sant’Anastasia) dove si conclude dicendo che la zona rossa non si tocca anzi viene ampliata. Per il resto d’accordo con te su tutto: lo svuiluppo non va impedito VA INCORAGGIATO: spazio alle imprese ma basta palle per avere consensi elettorali.

    • I messaggi dei succitati sinistri mostrano in maniera conclamata la volgare aggressione al sindaco buono e mite che tutti conosciamo. Il bravissimo e impareggiabile nonché competentissimo assessore della più glamor e fighetta Napoli Bene ha dimostrato come autorevoli studi scientifici mostrano che in caso di caduta piroclastica i venti che soffiano verso il mare allontanano agevolmente il pericolo da Somma e Sant’Anastasia, spiace per i comuni confinanti Pollena, Massa di Somma e San Sebastiano che periranno, miserelli, sotto ceneri e lapilli. La lava da sempre ci ha evitato, esattamente dal 1633 come i grafici esibiti dal sullodato hanno evidenziato. L’onorevole invitato dalla Regione è stato clamorosamente frainteso. Egli ha detto che la zona rossa sarà ampliata solo nel caso che venga prima ristretta. Le strumentali affermazioni di una sinistra polemica e irriducibile saranno per sempre zittite e il Popolo Sovrano trionferà. Viva il GOVERNO DEL FARE

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