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Chiusura dell’università Parthenope a Nola. La Giovane Italia di Palma Campania fa sentire la propria voce

lunedì 21 marzo 2011, di Comunicato Stampa


Con la chiusura della sede nolana dell’università Parthenope sempre più alle porte, la Giovane Italia di Palma Campania fa sentire la propria voce. Ben consci dell’enorme danno arrecato ai tanti studenti che frequentano l’ateneo di Piazza Giordano Bruno, nonché ai maturandi che, proprio nella vicinanza e nella comodità di tale struttura, avevano riposto buona parte delle loro speranze di un sereno corso di studi, il presidente del circolo palmese del movimento giovanile, Simona Recupito, ha inteso mandare un messaggio chiaro e forte alle istituzioni e a tutte le parti coinvolte in questa annosa vicenda. Lo ha fatto in modo originale, fuori dai canoni tradizionali propri dei vari partiti che affollano la nostra classe politica, fatti esclusivamente di freddi e, il più delle volte, scarni comunicati scritti. I ragazzi del circolo palmese della Giovane Italia hanno scelto una strada diversa, diventando pionieri di un nuovo e più diretto modo di comunicare, utilizzando un video messaggio (http://www.youtube.com/giovaneitaliapalmac#p/a/u/0/Xcow0sDjxrg) nel quale, la voce di Simona Recupito, scandisce con la decisione che la contraddistingue, concetti chiari e precisi. “No alla demagogia, no ad infruttuose e dispendiose guerre contro i mulini a vento, utili solo a gettare fumo negli occhi alla gente, si a soluzioni alternative, nella certezza della irreversibilità della situazione”. Continuare a far credere ai sempre più disorientati studenti di poter tornare indietro su una decisione ormai presa – è questo in sostanza il monito lanciato dal giovane leader del movimento giovanile della destra palmese – non serve a nessuno. Ci si chiede semmai, come una cittadina in grado di ospitare strutture di valore assoluto come vulcano buono, CIS, interporto, che rappresentano uno sbocco cruciale per l’economia locale, per giunta con mai celate ambizioni di diventare provincia, non sia in grado di dotarsi di un proprio ateneo. Una soluzione del genere porterebbe benefici enormi non solo agli studenti, non più costretti a dirottare le proprie scelte verso sedi universitarie troppo distanti dai loro comuni di residenza, ma anche alla stessa area nolana, la quale consoliderebbe la sua posizione di riferimento per i paesi limitrofi. Garantire ad un giovane studente, iscritto all’università, il diritto di finire gli studi lì dove li ha cominciati, è il minimo che le istituzioni possano fare, se si vuole effettivamente favorire un adeguato ricambio generazionale anche tra potenziali professionisti di domani. Una società migliore dipende anche dalla lungimiranza e dalla bontà delle scelte che il presente impone…

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