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Happy hour ecologici, “La cucina a impatto (quasi) zero”

Foglie esterne di lattuga, gambi di broccoli, croste di formaggio. Da questi “scarti”, adottando particolari procedimenti, si possono ottenere gustose e rapide ricette.

martedì 22 marzo 2011, di Mauro Romano


a cura di Leonardo Aisar

Circa il 20% dei prodotti alimentari che acquistiamo, dagli ortaggi alla frutta, dai formaggi alla carne, finisce nel cestino della spazzatura. È a partire da quest’eloquente constatazione che Lisa Casali e Tommaso Fara, due appassionati di cucina con una particolare sensibilità per l’ambiente, hanno costruito la serie di ricette contenute in un libro appena stampato, “La cucina a impatto (quasi) zero” (144 pagg, 22 euro, Gribaudo editore).

Una carrellata di soluzioni sorprendenti, che consentono di utilizzare parti insospettabili delle nostre forniture alimentari, ricavandone piatti o snack ricchi di sapore, belli a vedersi e anche rispettosi dell’ambiente. Cominciamo con il capire in che cosa consiste l’idea di ecocucina sviluppata da Lisa, che ne è l’ideatrice, e da Tommaso, che ha aiutato la sua amica ad affinare alcune proposte e a renderle più fantasiose.

«L’idea - spiega Lisa Casali - è di sfruttare alcune parti, soprattutto di frutta e verdura, che finiscono abitualmente nel cestino della spazzatura, per tradizione più che per reale necessità, ma che invece hanno importanti proprietà nutritive, sono saporite e possono rivelarsi vere e proprie risorse. Parlo per esempio delle foglie esterne della lattuga o dei carciofi, spesso gettate perché coriacee; delle bucce delle patate; dei gambi di broccoli o asparagi; delle rifilature delle carote.

Ma lo stesso principio di recupero può applicarsi al “quinto quarto” di pollo (interiora e altre parti meno nobili), agli scarti grassi di carni e prosciutti, alle croste di formaggio, perfino ai rimasugli di frutta che restano dopo le spremute o le centrifughe. Da questi scarti, adottando particolari procedimenti, si possono ottenere ricette che nulla hanno da invidiare a quelle ottenute con le parti nobili di questi ingredienti».

Ma con un appeal in più, aggiungiamo noi: quello di presentarsi come piatti ecologici, rispettosi dell’ambiente e quindi perfetti per tutti quei locali che hanno sposato una conduzione attenta alla sostenibilità ambientale e al risparmio delle risorse naturali.

Autore/Fonte: Leonardo Aisar

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