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Somma Vesuviana, la solitudine dei "giovani primi" in un Forum indigesto a molti

sabato 26 marzo 2011


Somma Vesuviana. Un successo in lungo e in largo. E’ partito bene il progetto “150 Anni di Giovine Italia” messo in campo dal Forum dei Giovani di Somma Vesuviana. Il primo incontro previsto dal programma è stato un convegno sul Risorgimento con in cattedra un Ciro Raia, dirigente scolastico e cultore di storia locale, in forma smagliante e con tanto di coccarda tricolore per la fulgida occasione. In una gremita sala consiliare di Palazzo Torino la curiosità per la prima uscita pubblica del Forum la si poteva catturare negli occhi dei giovani che stanno partecipando, pur tra mille difficoltà, ai lavori della struttura comunale. Ed è proprio ai giovani che in primis si è rivolto Antonio Polise, coordinatore del Forum e padrone di casa per l’occasione. “Il Risorgimento è stato un momento importante per la nostra storia nel quale è emerso soprattutto l’impegno giovanile. Giovani che sono morti o che erano pronti a morire per regalarci un Paese che, nonostante tutto, resta comunque bello. Ed è per questo che ora tocca a noi caricarci dell’impegno di migliorarlo” in sintesi le parole del coordinatore. Ad un seme di speranza per il futuro sommese ha fatto riferimento Ciro Raia nel commentare l’iniziativa realizzata dal Forum. “Un fatto eccezionale per questa cittadina. Erano da almeno vent’anni che i giovani non si impegnassero tanto. Mi auguro- le parole di Raia- che possano ritornare a volare gli aquiloni sui tetti di Somma Vesuviana”. Magari se questi giovani avessero anche “un cacciatore di aquiloni” potrebbero rivoltarlo come un calzino il paesotto ai piedi del Monte Somma. Paesotto nel quale un assessore alle Politiche Giovanili ed all’Immagine, non solo non si presenta all’evento, ma non si chiede manco cosa accada nel Forum dei giovani. Ma tant’è che magari fra 150 anni il Ciro Raia spiegherà ad un altro centinaio di giovani lo stato in cui versa la politica italiana. Nonostante tutto però resta l’appassionante digressione storica messa in piedi dal professore. Il fatto storico (poco trattato visti anche i tempi da sprinter dettati dal fatto che alle 20 la sala consiliare chiude i battenti) ha spesso lasciato il campo a sentite pulsioni civiche di un uomo tanto di spessore quanto scomodo all’enclave politica cittadina. Un uomo che non le manderebbe a dire manco al demonio e che, se proprio non riesce a risultare simpatico o accattivante (per alcuni è arrogante, ma sugli arroganti che non riescono ad avere torto un giorno si scriverà un blues), resta comunque una delle (poche) menti brillanti di un paese diventato improvvisamente vuoto di idee ed utopie. “Festeggiare i 150 anni di Unità senza far emergere i 150 anni della storia della politica è stato sbagliato. Bisogna espellere l’idea della Controriforma che elimina l’uomo che pensa (va a dirlo a quelli che credono che il Forum sia solo una “cosa” del comune da sbattere su sgrammaticati manifesti di eventi da culi e tetti. Potrebbero fucilarti caro professor Raia n.d.r.)”. I fatti sono stati sviscerati con velocità, gli esempi lampanti. “Basta con il pensiero strutturato come quelle case arabe che hanno le finestre affaccianti solo nel proprio cortile”. E questo paese è pieno di case arabe e di satrapi che in esse vi albergano, con pieno diritto, ma con scarsi meriti. Chiusura affidata all’inno interpretato da Benigni sul palco del Festival di Sanremo. Emozionante e triste. Triste perché ancora una volta questo paese ha dovuto mettere in campo il comico toscano per emozionarsi. Un po’ come hanno fatto i giovani del Forum con Ciro Raia.

P.S. Avviso ai lettori. Se cercate la cronaca della serata del Forum qui non la troverete. Queste scarne battute scribacchiate sono il mio editoriale sulla prima serata dei “150 Anni di Giovine Italia”.

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