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Terzigno. Cantelmo per l’Antimafiaday "qui manca la cultura della legalità"

sabato 26 marzo 2011, di Giovanna Salvati


Terzigno. Camorra: all’Antimafiaday di Terzigno Cantelmo parla agli studenti. Pacato e tranquillo, schivo ma profondo, Rosario Cantelmo, procuratore aggiunto di Napoli e coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia ancora una volta riesce a sorprendere per la formidabile arte oratoria che da sempre affascina grandi e piccoli. E’ vero, le lezioni di Legalità partono dai banchi di scuola ma forse troppo spesso le sconfitte vivono in quegli episodi di bullismo e microcriminalità che sorprendono e fanno riflettere. Ma nell’aula consiliare di Terzigno, è l’Unità di un’Italia diversa che accoglie Cantelmo e lo spirito di chi vuole far diventare la massima del salesiano Don Bosco “piccoli fiori sul’asfalto” una realtà oggettiva. Non ci servono le parole, ma i fatti. I fatti negli occhi di giovani delle scuole del territorio che hanno ascoltato il tono pungente ma chiaro del Procuratore, i fatti di una piccola studente che senza timore interviene “come faccio ad imparare la legalità se poi in tv vedo chi diventa famoso solo se commette illegalità?”Domanda pungente ma che non spaventa per nulla il vissuto Cantelmo “inizia tu a denunciare, mostra coraggio e non omertà – ha incalzato il procuratore – denuncia il tuo compagno di classe qualora dovesse commettere delle illegalità”. Non scaricare mai le tue responsabilità sugli altri, sii da esempio e non temere”. Fosse facile. E forse non lo è. Una società che propone politici che più mostrano un casellario giudiziario ben variegato più le loro preferenze popolari aumentano, personaggi dello spettacolo che finiscono dietro le sbarre e triplicano la loro fama. Ma è dalla forza di contrastare un sistema che Cantelmo stila le innumerevoli contiguità e forme di infiltrazioni camorristiche in Campania, regala alla sala gremita platea le sue esperienze in attività investigative complesse ma soprattutto dove la legalità è stato l’unico principio di azione e reazione. L’incontro, organizzato da Cittadinanzattiva Campania Lucio Canzanella e dall’Associazione Culturale “Koinès!” di Terzigno, rappresentata dalla presenza eccezionale di Olimpia Franzese in collaborazione con l’Associazione “Riferimenti - Coordinamento di Gerbera Gialla ha visto inoltre gli interventi della dott.ssa Adriana Musella. Figlia di un imprenditore ucciso dalla mafia, della battaglia all’antistato ne aveva fatto la ragione di vita dal tre maggio del 1982, giorno in cui il padre Gennaro (salernitano, ingegnere e titolare di una ditta di costruzioni impegnata nei lavori per la realizzazione del porto di Bagnara) morì all’interno dell’abitacolo della propria autovettura imbottita di esplosivo, la sua vita è cambiata. Ed con i giovani di Terzigno ha condiviso una decisione segnata dalla scelta di non rassegnarsi alla violenza mafiosa, dalla voglia di alzare la testa, dalla scelta di smuovere le coscienze ricordando tutte le giovani vittime della mafia. Parole forti sono arrivate anche dal Presidente del Consiglio Stefano Pagano e dal Sindaco Domenico Auricchio “non abbassate mai la testa e continuate a promuovere e battervi per la legalità”.

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