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Thomas Mugnano cala il poker con “Che se passa … pe’ nu’ poco ‘e spasso!”

Infatti la commedia presentata alla rassegna savianese è la quarta opera scritta di suo pugno e affidata alla compagnia dallo stesso magistralmente diretta: i Matt…Attori. La rappresentazione in stile ‘tragicomico’, già dalle prime battute mostra di avanzare pretese sia nella considerazione del pubblico che nel giudizio degli addetti ai lavori per la tanta ‘carne messa a cuocere’.

domenica 27 marzo 2011, di Mauro Romano


VII RASSEGNA TEATRALE AUDITORIUM di SAVIANO

In una situazione dove si spazia incessantemente dal ‘sacro al profano’ vi era il rischio di combinare un bel pasticcio. Per loro fortuna l’evenienza è stata scongiurata grazie alla bravura degli attori opportunamente selezionati in un ‘casting’, dando prova di una maturità recitativa che in alcuni di loro ha toccato livelli d’eccellenza. E dal frenetico ritmo che non ha conosciuto pause di sorta, accompagnato da una fermezza vocale sicuramente figlia di tanto studio e perfezionamento. Ed erano in ventiquattro ad essere chiamati in causa!

Momenti esilaranti si sono alternati alla messa in scena di problematiche sociali, pronte a scoperchiare pentole strapiene di episodi di inciviltà così frequenti e che ormai, l’abitudine a perseverare, li ha quasi legittimati, procurando enormi danni ai ‘diversamente abili’ che giorno dopo giorno devono superare non solo le proverbiali barriere architettoniche, ma anche momenti di scoramento, di pessimismo, del sentirsi ‘diversi’ e non ultimo, come nel caso del ‘nostro’ Alex, della voglia di rinunciare a lottare per un probabile ritorno alla normalità. Commovente la scena dello stesso Alex – ridotto sulla carrozzella a seguito di una brutta caduta – con Sandra - disabile dalla nascita - che prova in ogni modo di scuotere dallo scoramento il compagno di sventura che, distrutto dalla sua nuova sorte, ha abbandonato le cure … raccontandogli di aver attraversato tutta la città per giungere da lui senza alcun aiuto!

Più che di città, comunque, parleremmo di giungla! E questo il nuovo messaggio che l’autore/regista manda agli indisciplinati che parcheggiano sconsideratamente i propri mezzi sui marciapiedi, sulle strisce pedonali, dinanzi ad edifici pubblici e cosi via … concetto ribadito nel ‘siparietto’ finale nel mentre che presentava la sua ‘squadra’. “I disabili mentali siamo noi con la nostra inciviltà – ha ribadito con estrema lucidità e fermezza Thomas – perché non ci rendiamo conto degli ulteriori ostacoli che procuriamo ai portatori di handicap col nostro scellerato comportamento!”. Una commovente poesia sulle rinunce a cui devono sottostare i ‘diversamente abili’ che Sandra singhiozza quasi, alla fine confonde ancora di più Alex, ma ottiene l’effetto di scuoterlo dal deleterio torpore in cui è caduto. E con una struggente canzone a tema, cantata stile ‘rap’ dal ricchissimo rampollo, viene resa ancor di più l’idea della sua disperazione, benché, nel momento di massimo sconforto, sia lui a raggiungere il ‘lontano telefonino’ e invocare aiuto quando i ladri saccheggiano la casa e feriscono il funambolico cameriere Vito, dando, così, il via alla sua ‘rinascita’.

Il proverbio, il detto popolare ed altre invenzioni del Thomas rocchese, la fanno da padrone per lunghi tratti della rappresentazione che offre due ore ed otto minuti per sganasciarsi dalle risate ma anche per riflettere sui pericoli che pone la vita, anche e soprattutto previo le diavolerie dell’era moderna, quali i contatti su facebook che spesso portano a cattivi incontri con conseguenti pericoli, sempre in agguato dietro lo schermo del computer! L’esempio della prima cameriera ‘Evra’, affannata nella spasmodica ricerca dell’anima gemella, è significativa. In chat realizza il suo sogno con ‘Polifemo’. Tutta presa dall’idilliaca situazione, all’incontro deve ricredersi poiché il contatto non è altro che un marchingegno per svaligiare l’appartamento dei ‘signori’, ben orchestrati dalla ‘talpa’, quel frustrato di giardiniere che di facciata ubbidisce agli ordini impartiti mentre dentro cova odio per il ricchissimo padrone e famiglia!

Anche il calderone dei variegati personaggi inseriti nel contesto dell’opera, racchiude una diversità atta a formare una mini società! Ci riferiamo all’autista ‘gay’ che arricchisce il ruolo assegnatogli alla fonte dei doppi sensi, delle ambiguità … vivendo con gioia e consapevolezza le frenesie della sua ‘condizione’. Dello chef e capo servitù ‘cacaglio’ Nicola, al quale è necessario schiodare le parole con la tenaglia, nel mentre che il difficoltoso sillabare porta a divertentissime, enigmatiche ‘gag’. Della cameriera ‘tardona’ che spiazza tutti con la sua linguaccia tagliente e lo sturboso desiderio di trovarsi compagnia online. Della seconda cameriera, sempre pronta ad ingigantire i giudizi negativi sui suoi condomini di scena e a sdoppiarsi, poi, in uno spogliarello mozzafiato, sul cubo, durante una festa organizzata in villa, mostrando un fisico perfetto che, sotto le mentite spoglie di cameriera zoppa, ci voleva la zingara per indovinarlo! Delle due fidanzate di Alex, tanto arrogante e presuntuosa la prima quanto innamorata e dolcissima la seconda! Della guardia giurata con fisime e reminiscenze da film d’azione americani, e che punta la pistola scarica! E poi ancora la quarta cameriera Pompea, sul cui diminuitivo è stato facile fare illazioni! E l’addetta alla lavanderia Pina; entrambe mettono sempre lingua per civettare su ogni situazione della casa. Dei giovanissimi scugnizzi Piero e Mimì, i quali, servendosi dei superlativi, imbottiscono di ‘sament’ il malcapitato Vito, la cui nipote, Teresina, pone proverbi dalle risposte imbevute di realtà! Esempio: ‘tra il dire è il fare …”. “Meglio il ‘fare’ risponde zio Vito!” lanciando una significativa occhiata alla Pompeina! Poi c’è Samuel, figlio di Alex/Renzo/Marika, l’amico di festa Giulio, del DJ Gregorio, i fidanzati che si ‘rompono’, Leo ed Eva … poi ancora lo storpio Golia, fratello di quel ‘Polifemo’ che Andrea impersona in tutta sua contraddizione di nanetto nel fisico, ma superdotato nelle parti nascoste, nonché finto innamorato, escamotage per perpetrare il furto nella villa!

Tutti personaggi studiati nei minimi dettagli dal Thomas che ha inteso creare un quadro completo per riempire il palcoscenico. E non solo fisicamente!

Dulcis in fundo, non ci siamo certamente dimenticati del padrone di casa, quell’ing. Renzo Rea che sposa la giovanissima Marika, vuoi per un tardivo ‘colpo di fulmine’, vuoi per rimediare all’errore del figlio Alex che otto anni prima aveva messo incinta la donna per poi abbandonarla, visto che la stessa si era rifiutata di interrompere la gravidanza. La trovata di Thomas rappresenta un ulteriore messaggio lanciato al numerosissimo parterre – ben duemila spettatori in tre serate! – di convolare a nozze nonostante lei fosse già in stato interessante da sei mesi! … per permettere al nascituro di crescere nella loro famiglia e non chissà dove alla sorta di un disperato trovatello, assumendosi il ruolo di padre/nonno.

“I nonni vogliono bene ai figli – esclamava alla fine – ma ai nipoti ancora di più!”. Ed in questa fatidica verità aveva consentito all’accomodamento, riparando allo sbaglio del figlio. Ah, caro ingegnere, vedendo le ‘qualità’ di Marika, chi non avrebbe ‘riparato’ al posto suo!?!

Tanti gli ospiti presenti in sala invitati dalla direzione dei Matt…Attori. Tra tutti ricordiamo la nota conduttrice televisiva Cinzia Profita.

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