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Ottaviano. E’ ancora giallo sulla scomparsa della giovane rumena, di lei ancora nessuna traccia. Ascoltati i genitori

sabato 2 aprile 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Si infittisce sempre di più il giallo sulla scomparsa della giovane rom di appena quattordici anni della quale non si hanno notizie da due giorni. Ma i dettagli emersi durante queste ore delineano un quadro più che drammatico. Dal semplice litigio per un brutto voto, prima ipotesi avanzati dai carabinieri della locale stazione, coordinati dal Maresciallo Domenico Iaccarino, le indagini purtroppo ora sembrano consegnare un quadro molto più complicato e drammatico. L’intreccio risiede proprio nella vita della piccola quattordicenne Adriana Ancuta Stinga. In Italia da pochi mesi la giovane era stata data in affidamento ad una coppia di rumeni. E già su questo punto le prime indiscrezioni sembrano ipotizzare che la giovane fosse stata data in affidamento per una sorta di scambio: lei in Italia avrebbe dovuto lavorare e guadagnare per poter riscattare lo stato di povertà dei suoi genitori rimasti in Romania. Ma la quattordicenne ha iniziato a sentire stretta la responsabilità doppia: da un lato la sua infanzia rubata e violentata per un viaggio della speranza tramutatosi poi in un incubo fatto di servilismo e sfruttamento, sul fronte opposto la sua voglia di crescere e di studiare, giocare, insomma il desiderio di una vita normale. E proprio ventiquattro ore prima della scomparsa di Adriana il litigio: la piccola, avrebbe avuto una forte lite con il “padre padrone”. Non si conoscono bene i motivi della lite,ma è facile comprendere che la quattordicenne si sia ribellata a qualche ordine, decisione presa da chi l’aveva in custodia. Se dietro la storia di Adriana si possa nascondere un dramma di violenza sessuale o persino un giro di prostituzione questo è purtroppo rimane un forte interrogativo che spetta ora gli uomini del Nucleo Operativo di Torre Annunziata, ai comandi del Tenente Alberto Deglieffetti che da ieri hanno preso in mano le redini del caso. E nel frattempo si stringe il cerchio delle ricerche. Secondo quanto dichiarato da Dragos Beghean, l’uomo rumeno, 46enne, che aveva la ragazza in custodia, Adriana si sarebbe allontana da casa intorno alle 13,00 di mercoledi, con la scusa di “recarsi al supermercato per comprare acqua” cosi avrebbe spiegato durante l’interrogatorio ai carabinieri. Al momento della scomparsa la ragazza indossava un jeans con una maglia nera e giubotto bianco. Da via Iuliani, dove Adriana abitava, traversa di via Zabatta, peraltro a piedi, la giovane non avrebbe potuto percorrere molti kilometri. Anche se probabile sia l’ipotesi che si possa essere allontanata con l’aiuto di qualcuno e quindi in macchina, oppure data la vicinanza a pochi metri della circumvesuviana, avrebbe potuto prendere il treno. In tal caso lo spostamento verso Napoli sembra l’ipotesi più accreditata. Che Adriana abbia potuto raggiungere qualche amica in un vicino campo rom sul versante partenopeo potrebbe in tal caso lasciare speranza di ritrovarla. Ma se la sua ribellione possa aver rotto gli equilibri di alleanze territoriali relative allo sfruttamento di minori o di prostituzione questo potrebbe infittire sempre di più il caso. Nel frattempo questa mattinata verranno ascoltati entrambi i genitori di Adriana, arrivati ieri in tarda serata da Radauti, paese di origine della piccola.

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