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FUOCHI DEL VESUVIO, riti e pratiche devozionali per la Madonna di Castello

Con questo lavoro si ha avuto la possibilità di focalizzare espressioni e pratiche popolari e rituali già desuete e importanti fasi dell’attuale trasformazione culturale, sul Monte somma e in Campania, da più di un secolo a questa parte.

domenica 10 aprile 2011, di Mauro Romano


Quando l’oggetto di studio è la Campania, oppure un argomento che sia in relazione alla cultura popolare napoletana e con il Vesuvio, la sensazione che subito cresce nell’animo di chi si accinge alla sua conoscenza è di vera e propria vertigine.

Entrare ed immergersi nei riti popolari riferiti al Monte Somma e al Vesuvio, è come trovarsi in un santuario mistico e carnale, sublime e ovvio, tenero e osceno, misero e prezioso, di memorie e di attese, d’immagini già viste e nuove. In un santuario dove l’icona oggetto di culto si manifesta come specchio del mondo e del volto nascosto di ognuno di noi, santo e grifagno, adolescente e morente.

La rivelazione si compie in uno spazio di confine del mondo, che è di terra, di pietra, di figure e di preghiere, di calde e affettuose imprecazioni ai santi di famiglia. Il tutto è giocato e tenuto nell’ansia di attese non definite, tra la realtà di un canto, la sensualità di una danza, le vibrazioni di una tammorra, il vociare di una mangiata e la ciclica necessaria reinvenzione di dolci giorni di festa e di sudori acidi.

Ancor più febbrile è riuscire ad entrare e penetrare tra le sinuose lastre che da sempre hanno oberato la cultura tradizionale campana; ripercorrere alcuni cambiamenti sociali, intellettuali ed economici, compresi in un arco di tempo piuttosto ampio.

Con questo lavoro si ha avuto la possibilità di focalizzare espressioni e pratiche popolari e rituali già desuete e importanti fasi dell’attuale trasformazione culturale, sul Monte somma e in Campania, da più di un secolo a questa parte. Grandi trasformazioni di pensiero, in concomitanza alle grandi evoluzioni tecnologiche, che non poco hanno influenzato anche i più disgiunti localismi territoriali.

Leggendo questo libro si avrà la sorpresa di provare un leggero turbamento. Quasi risucchiati verso nuovi interrogativi e dubbi.
Si tratta di una ebbrezza emozionale che coglie chi, devoto o laico razionalista, si affaccia, sia pure attraverso la pagina stampata, su tutto questo mondo di suoni, di balli, di voci, di tammurriate, di commozioni e di gesti che dicono di una Madonna, che secondo la leggenda e la storia rinata dalle ceneri del Vesuvio, sia sempre pronta ad accogliere chiunque vada a farle visita, in particolare se è in grado da farlo dedicandole un canto, un ballo, una suonata.

AUTORE: FABIO BIROTTI
PREFAZIONE: prof. VINCENZO SPERA
TITOLO: FUOCHI DEL VESUVIO
Riti e pratiche devozionali per la Madonna di Castello
PERUGIA, GRAMMA EDITORE, 2011

Dott. Fabio Birotti - Prof. Vincenzo M. Spera.

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