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“MERAVIGLIE DELL’ANIMA” OPERA PRIMA DELLO SCRITTORE ANGELO IANNELLI

“Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane”

Vede finalmente la luce la raccolta di poesie dell’artista bruscianese che sarà disponibile dal 16 aprile nelle maggiori librerie d’Italia

giovedì 14 aprile 2011


Comunicato Stampa a cura di Felice Marotta

Questo magnifico concetto di Emily Dickinson ci illumina sulle potenzialità oniriche di un libro, in particolar modo quando questo riesce a toccarti le corde dell’anima. Ebbene il 16 aprile prossimo vedrà la stampa il primo impegno poetico di un artista che da anni raccoglie consensi sempre crescenti: Angelo Iannelli.

La sua prima opera letteraria non a caso sarà intitolata “Meraviglie dell’anima” e consisterà in una raccolta di poesie, in lingua e vernacolo, scritte da Angelo durante questi ultimi anni, dove in giro per l’Italia, ha avuto modo di confrontarsi con i più importanti centri culturali.

Da questa frequentazione è nata un’esperienza poetica e artistica che si è riversata emotivamente in una serie di liriche che, presentate ai più importanti concorsi poetici regionali e nazionali, gli hanno portato il plauso degli addetti ai lavori, critici e letterati. Da lì all’idea di scrivere un libro che racchiudesse tutte queste emozioni, tutti i traguardi culturali e i successi artistici raggiunti, il passo è stato davvero breve.

A scommettere sulle potenzialità di un’opera in versi molto introspettiva la casa editrice Albatros, sempre attenta alla cultura che si fa volume per conservarsi intatta alle generazioni future. Poeti nell’animo e nella penna, artisti e amanti della cultura che, attraverso una mirata e continua attività, portano ai più la gioia delle tradizioni e del senso del bello artistico.

Angelo è tutto questo. Lo è da sempre dentro di sé, fin quando da bambino si divertiva ad imitare amici e parenti e poi, con aria sognante, trasferiva tutto su fogli che, sia in disegni che in poesie, diventavano i mattoni della sua personalità artistica.

da temi d’impegno sociale a liriche religiose, da esaltazioni artistiche a riflessioni profonde sul senso della vita e della morte. In un itinerario tra scene di vita quotidiana ed immagini che sembrano immutate da duemila anni in quella “Campania Felix” che dai Romani giunge a noi attraverso l’arte, i monumenti e la poesia.

In Angelo e nei suoi componimenti tutto il mondo che ogni campano o meridionale sente nel profondo del suo cuore si colora di tinte a volte cupe, a volte gioiose; la vita viene filtrata attraverso quelle domande in apparenza scontate, ma che spesso non vogliamo o non sappiamo più rivolgerci. L’occhio dell’artista mette in risalto gli aspetti che ci legano ai nostri territori, alle nostre tradizioni che l’autore conosce bene per ardente passione e frequentazione.

Il risultato è un profondo senso di appartenenza che, anche attraverso l’irriverente maschera di Pulcinella di cui Angelo è interprete magistrale nelle sue sfumature tragicomiche, si lega alle nostre più intime convinzioni, facendoci librare con gioia e nostalgia nel desiderio di una vita che forse fu e che forse potrà essere, ma che di sicuro è dentro di noi.

“Non mi sento un artista o un poeta, ma un comunicatore”, scrive Angelo in una breve presentazione della sua persona: un comunicatore forte sì, un uomo che ha fatto della propria vita un impegno artistico e culturale in perenne ascesa; un comunicatore che dei numerosi successi artistici ha fatto strumenti per scendere sempre più nel profondo delle nostre tradizioni, dei nostri significati umani. Un poeta che, attraverso la sua vibrante penna, contribuisce a rendere sempre più la nostra terra quel paradiso, quella linea d’unione tra passato e futuro, nell’immortalità di quella cultura che da secoli ci rende uomini del Sud, d’Italia e del mondo intero.

di Felice Marotta

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