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Autoproduzioni Periferiche: Il suono dell’Olifante

lunedì 18 aprile 2011, di Daniela Allocca


È uscito ad aprile “IL SUONO DELL’ OLIFANTE”, disco d’ improvvisazione sonora partorito dal trio avant/noise partenopeo: NEMBROT, in “collisione” con l’uomo dell’ elettronica piemontese ANDREA FERRARIS. Il disco edito dall’etichetta napoletana ZERO SONICO RECORDS e dalla pugliese HYSM? testimonia di come nonostante mille difficoltà ci sia un circuito di autoproduzioni che riesce a dar spazio a prodotti che esulano dai sistemi preconfezionati e che intendono raccontare storie che svelano altri volti del nostro territorio. Con questo lavoro i vesuviani Nembrot e il piemontese Ferraris ci guidano in un safari a Napoli. Una Napoli che qui non racconta più di pizze e mandolino, ma produce e narra destrutturazioni, realtà negate, disagio attraverso suoni rarefatti e disformi, ispirati dalla topografia in ombra della città. “IL SUONO DELL’ OLIFANTE” ci porta infatti in spazi angusti, creati attraverso l’incontro tra l’elettronica simbolo e sintomo di un mondo ad uno stato tecnologico avanzatissimo e della musica fatta adoperando strumenti creati a partire da materiali infetti e scarti lasciati dalla nostra società consumistica. Suoni acustici, elettrici ed elettronici si fondono in una commistione visionaria tra ambient/noise ed elettronica povera, una musica che spalanca le porte ad atmosfere industrial dove le dilatazioni sonore la fanno da padrone e dove non c’è più posto per la nozione tradizionale di ritmo. Grazie a una ricerca del suono che si snoda tra i rumori crudi del metallo, rarefazioni ed elettrificazioni giunge inaspettato “il suono dell’olifante ” e Napoli (ri)diventa Africa, è Tibet mistico e pericoloso, ma è anche Groenlandia con i suoi sconfinati ghiacci che testimoniano della desertificazione degli spazi urbani. Napoli è uno, nessuno e centomila luoghi ma in primis un luogo che tutto assorbe e tutto violentemente rigetta sui suoi figli e sul mondo intero. Una città in cui convivono Partenope, cumuli di rifiuti, miracoli e fantasmi.Un’immagine della città che nasce da uno sguardo interno ed esterno allo stesso tempo, grazie al dialogo con il piemotese Ferraris. Così i Nembrot trovano il modo per raccontarci una Napoli che vive e da vita ad aritmie, oscure malattie e spazi ibridi, lontano dai luoghi comuni che invadono il suo immaginario. Niente di scontato tutto da scoprire “Il suono dell’olifante”.
Buon viaggio!

http://www.myspace.com/zerosonicorecords

http://www.myspace.com/haveyousaidmidi
http://www.myspace.com/nembrot
http://www.myspace.com/andreaicsferraris

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