Home > Attualità > "Tu cosa ricordi"?

"Tu cosa ricordi"?

giovedì 28 aprile 2011, di Mina Spadaro


“Io mi ricordo”: questo il tema dell’iniziativa promossa da Greenpeace per commemorare il più grave disastro nucleare di tutti i tempi, quello dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Era il 26 aprile del 1986 quando il reattore numero 4 della centrale esplose nel corso di un test di sicurezza. A 25 anni di distanza non si possono dimenticare i danni ingenti e permanenti provocati all’ambiente, alla fauna e agli uomini. Attraverso le testimonianze di chi quel momento l’ha vissuto Greenpeace vuole che siano uomini comuni a parlare ad uomini comuni sui danni provocati da un disastro nucleare. Video di circa 30 secondi raccolti in strada, in tutta Italia, interrogando i passanti: “Tu cosa ricordi di Cernobyl”? Tutti ricordano, perché tanto male non si può dimenticare, neanche dopo 25 anni. Il gruppo locale di Napoli ha raccolto testimonianze tra i passanti in Piazza Carità. Coordinati da Daniela Massa, i volontari hanno ascoltato chi allora era bambino, chi già era adulto, ma anche chi gli orripilanti effetti del disastro li ha vissuti attraverso racconti o vedendoli esposti in musei. In tutti si è fortemente evinta la paura di un ripetersi della storia e il desiderio forte di far sì che ciò, invece, non accada più. Il nuovo sito www.generazionecernobyl.org raccoglie le testimonianze di chi allora ha vissuto un incubo e una paura di un nemico invisibile che si è concretizzato attraverso tumori, leucemie, malformazioni e distruzione ambientale.
Sul sito è possibile: scrivere il proprio ricordo di Cernobyl accompagnandolo con una foto; caricare un video messaggio; invitare gli amici a partecipare. Perché tutti ricordino gli effetti che un incidente nucleare può avere sulla vita di tutti noi.

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.