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S.Anastasia. Consiglio comunale baby, gli alunni incalzano la giunta

domenica 1 maggio 2011, di Domenico Maione


Sant’Anastasia - La politica è un gioco da ragazzi. Potrebbe essere lo slogan del Consiglio Comunale junior rientrante nell’ambito di una delle iniziative caldeggiate dalla giunta comunale Sant’Anastasiana che il 5 maggio avranno modo di eleggere i propri rappresentanti, ai quali verrà persino corrisposto un budget per attuare i progetti perorati. Un progetto che è stato spiegato nell’incontro che si è tenuto l’altro pomeriggio con lo scopo di avviare i cittadini, si dalla tenera età, alla politica locale e di instillare in essa l’attaccamento alla “res publica”: questo è quanto lasciano ad intendere gli interventi di Veruska Zucconi, Lucia Barra, Giustina Maione, Rossella Ciccarelli, Francesco Saverio Ceriello, gli assessori e i consiglieri che hanno preso parte al Consiglio presieduto da Lello Abete. “Avete l’età per essere schietti e dinamici. Inoltre, sapete venire al nocciolo dei problemi meglio di noi ‘grandi’”, ha rincarato Giustina Maione, non puntualizzando fino a che punto fosse un complimento per i baby candidati e lasciando dunque il dubbio di un’inconsapevole autocritica, per la letizia dei suoi elettori. Passa qualche minuto e il sindaco Carmine Esposito (Pdl) fa capolino in sala. Il suo discorso, in estrema sintesi, invita i giovani, amministratori del domani, a collaborare per migliorare il territorio d’appartenenza. Terminata la solfa, il primo cittadino tenta il “suicidio”: “Qualcuno vuole fare una domanda?”. Giusto un paio di secondi e piovono interrogativi, critiche e invettive da tutte le parti: “Sindaco, non pensa che la strada di via Starza, essendo gravemente dissestata, abbia bisogno di manutenzione?”; “perché io e i miei compagni di scuola non possiamo usufruire di una palestra?”; “quando si risolverà definitivamente il problema relativo alle fogne”. E ancora: “Se io fossi sindaco di questa città, valorizzerei i tanti luoghi inutilizzati, cercando di creare quante più aree verdi possibili”. Sembrava di guardare una puntata di “Chi ha incastrato Peter Pan?”, il futuro si sovrapponeva al presente bruciando le tappe. La dialettica sarà stata anche incerta e non sempre compiuta, ma le questioni sollevate erano di tutto rispetto. Tant’è che, incalzati sindaco e assessori hanno più volte strabuzzato gli occhi, faticando non poco a trovare esaurienti spiegazioni, spesso solo abbozzate. I bambini, dal canto loro, terminato il Consiglio smettono i panni di oppositori (altro che Pd!), e si dedicano a ciò che maggiormente gli si addice: chiacchierare accavallando le voci e scorrazzare per tutta la sala consiliare. Qualcuno, poi, chiede al compagno di giochi: “Ma tu, alla fine, che hai capito?”. Henry Kissinger, dall’alto della segreteria di Stato statunitense, avrebbe risposto: “La politica italiana è per me troppo difficile da comprendere”. Lui, invece, sicuro dichiara: “Tutto!”.

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