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COMPAGNIA TEATRALE ’OMEGA’ - CERCOLA

Napoli in palcoscenico ’infiamma’ il teatro dei Platani

L’impostazione data dall’Amoretto ‘padrone del regno’ - autore di quattro siparietti e rivisitatore dell’intero contesto rappresentato - fa l’occhiolino al cabaret, pur tenendo vivi tutti i presupposti del teatro classico che si rivolge alla tradizione pur apportando componenti innovative.

martedì 3 maggio 2011, di Mauro Romano


“La mia più grande soddisfazione è quella di poter constatare che quando 35 anni fa nasceva la nostra compagnia, io ero il più piccolo tra i componenti”, afferma con un velo di nostalgia mista a soddisfazione il regista/attore Francesco Amoretto, raggiante per l’ulteriore splendida performance dei suoi artisti testé ultimata. “Adesso che l’Omega continua a divertire e divertirci, sono orgoglioso di essere il più anziano del gruppo e di poter trasmettere la mia esperienza ai tanti giovani che si orientano verso il teatro, che, in questi casi, assume anche valenza sociale. Grazie a tutti i membri del gruppo che oserei definire dei ‘registini’, poiché bravissimi e solleciti ad immedesimarsi nella parte loro assegnata con estrema facilità”.

A seguito del minuto di raccoglimento per la prematura scomparsa di Pino Arbucci, giornalista della gazzetta di Cercola, avvenuto a fine spettacolo, è il ‘patron’ del gruppo cercolese a tributare ai suoi ‘allievi’ quei meriti, quei pregi, che si sono riscontrati per buona parte dello spettacolo anche nei soggetti più giovani: intraprendenti, dinamici, efficienti nel ‘cambiare pelle’ a secondo del prorompente copione. Una ‘carezza’ da ‘capofamiglia’ che, comunque, non indugia a ‘tuonare’ suggerimenti, consigli, trucchi del mestiere … carpiti a questa nobile arte in circa un quarantennio.

E principalmente per queste prerogative, “Napoli in Palcoscenico” si rivela già dalle prime ‘scenette’ uno spettacolo teatrale poliedrico, dove convergono molteplici componenti racchiuse in modo magistrale nell’angusto spazio del palco che diventa immenso nell’immaginario collettivo, nella validità di quanto inscenato.

L’impostazione data dall’Amoretto ‘padrone del regno’ - autore di quattro siparietti e rivisitatore dell’intero contesto rappresentato - fa l’occhiolino al cabaret, pur tenendo vivi tutti i presupposti del teatro classico che si rivolge alla tradizione pur apportando componenti innovative. Una recitazione convincente, ruoli opportunamente distribuiti, intervalli scenici scanditi dalla deliziosa presentatrice, - che diviene parte integrante del ‘palcoscenico’ nel compito di anticipare allo spettatore la giusta ‘ottica’ dei divertentissimi sketch e canzoni - sono da considerarsi ulteriori innesti ben riusciti, raccogliendone i frutti sperati in termini di applausi e di gradimento.

Le canzoni, per l’imprevisto forfait della soprano Daniela Esposito - a causa di un imprevedibile male di stagione dell’ultimora - vengono affidate alla calda voce ben impostata di Liana Gallo, tra l’altro interprete in cinque divertentissime ‘gag’. La poliedrica artista ha figurato alle proprie performance una perfetta gestualità, equilibrata, mai fuori dalle righe, sfoggiando, altresì, cambi di ‘costume’ che hanno messo a dura prova la capacità del proprio guardaroba scenico, quasi alla stregua di una ‘sfilata’ personale.

Il tutto con gusto e senza eccessi, così come la ‘parte’ richiedeva. Insomma attrice anche quando l’annunciatrice la invitava ad esibirsi nelle interpretazioni di brani classici napoletani fino al seducente ‘Tu si ‘na cosa grande’, dedicata al numerosissimo pubblico che ha riempito come un uovo il ‘teatro dei Platani’ in ogni ordine di posti.

Una rappresentazione di arte varia, insomma, sfoggiata con irruenza, furore scenico, passione, abilità e, soprattutto, in modo corale. Un gioco d’assieme da vera squadra intenta al conseguimento dello stesso obiettivo: divertire divertendosi! E al giorno d’oggi, nell’intento di staccare la spina alle problematiche del quotidiano, non è cosa da poco!

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