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L’appello alle istituzioni del parroco don Pasquale Giannino

A rischio chiusura il Centro Caritas di Pontecitra a Marigliano

martedì 4 dicembre 2007


MARIGLIANO - Dal parroco di Pontecitra, don Pasquale Giannino, abbiamo ricevuto una lettera che volentieri pubblichiamo sulla situazione in cui versa la Caritas che nel quartiere svolge un’importante funzione sociale, ma che ora è a rischio chiusura.
La lettera è indirizzata a noi, ma anche al vescovo di Nola, Beniamino De Palma, al direttore della Caritas Diocesana, al senatore Tommaso Barbato, ai deputati Sebastiano Sorrentino e Paolo Russo, al sindaco Felice Esposito Corcione, agli assessori Andrea Del Giudice e Giuseppe Sodano e al consigliere comunale Michelangelo M. Esposito

Esiste una responsabilità morale, di coscienza al cui pari non è possibile richiamarsi ad alcun altro valore. Sento vivo interesse, nonché per dovere cristiano, informare e porre alla loro sollecitudine, la problematica del rischio di chiusura del “Centro Caritas” della Parrocchia Sacro Cuore di Pontecitra.
Tutti sono a conoscenza delle situazioni di palese disagio che in questo quartiere si annidano, vuoi per una scelleratezza per chi ha pensato a questi casermoni, vuoi per chi dovrebbe amministrare la res pubblica, ma…non ha elementi per risanare le esigenze in esso presente. La politica locale e nazionale, a mio modesto avviso, calca l’onda della estemporaneità, del disinteresse, del facciamo…ma…poi vediamo! Non c’è programmazione! Quando nasce un’esigenza si cerca di correre ai ripari!
Il malessere appena denunciato non vuole essere una sterile polemica con gli amministratori locali, quanto piuttosto denunciare il mancato senso morale e di coscienza di fronte al problema sopra enunciato. La caritas parrocchiale consegna a circa 100 famiglie di questo comune, a scadenza mensile, generi alimentari di prima necessità (pasta, riso, latte, biscotti, formaggio…). A fornire questi alimenti alla caritas parrocchiale è il Banco Alimentare di Caserta (associazione ONLUS). Tale attività, svolta da numerosi volontari, va ad interessare sia famiglie del quartiere che quelle segnalateci dallo stesso Assessorato alle politiche sociali, nonché ad altre famiglie delle frazione di Marigliano. Pur non interessandoci i numeri, tengo però a precisare che le quantità di generi alimentari consegnate non sono di esigua misura.
Non essendo la chiesa del Sacro Cuore in possesso di locali per svolgere tali attività (veramente la nostra parrocchia non ha nemmeno i locali per espletare il catechismo dei fanciulli; dobbiamo, infatti, contare su quelli messi a disposizione delle Suore Domenicane di Pontecitra), da qualche tempo essa veniva effettuata presso alcuni locali annessi al Casale D’Alessandro, di proprietà del comune. Più volte è stata chiesta la stipula di un comodato gratuito dello stesso. A nulla sono valse le richieste protocollate con le due ultime amministrazioni. L’allora comm. Prefettizio Goglia ci affibbiò anche il titolo di abusivi per l’utilizzo di detti locali. Oggi oltre all’insalubrità e la non igienicità questo luogo è anche diventato pericolante. Pertanto ci sembrava possibile continuare tale servizio negli ambienti del centro di formazione “Torricelli” attiguo proprio alla chiesa parrocchiale. Tra il deposito di materiali abbandonati, stanze inutilizzate, locali lasciati all’incuria e all’insicurezza anche di chi in esso vi opera, non è ad oggi possibile disporre di un ambiente per svolgere l’attività di carità. “Non c’era posto per loro…” scrisse l’evangelista San Luca, ricordando l’episodio legato alla nascita di Gesù, e ancora oggi non c’è! I poveri non fanno opinione…non fanno fare i soldi…!
Della vicenda, per la precisione, non posso non evidenziare l’interesse mostrato dell’Assessore Andrea Del Giudice e dell’Assessore Giuseppe Sodano, i quali, incaricati dal Sindaco, si sono adoperati nel fare qualcosa…ma il problema risulta irrisolto!
Il non perpetrarsi di quest’opera forse risulterà per qualcuno una semplice mancanza di servizi, per me invece è una mancanza morale nei confronti dei più deboli, che merita il perdono di Dio.

don Pasquale Giannino

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