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Somma Vesuviana, percolato scaricato nelle fogne. Denunciati Comune ed Igiene Urbana

giovedì 12 maggio 2011


Somma Vesuviana. Sversavano tranquillamente percolato misto ad acqua nelle fogne cittadine e per questo sono stati denunciati dai carabinieri. A finire nel mirino degli investigatori due uomini, D.M. di Sant’Antonio Abate, amministratore delegato dell’Igiene Urbana s.r.l., la ditta che si occupa della raccolta di rifiuti nella cittadina sommese e B.L. di Avellino, responsabile del cantiere in cui avvenivano i presunti reati contro l’ambiente. Con loro è stato denunciato anche il sindaco della cittadina sommese Raffaele Allocca in qualità di massimo rappresentante in questa vicenda del Comune. Non solo, ma i carabinieri della locale stazione di Somma Vesuviana, guidati da Raimondo Semprevivo, hanno anche sequestrato i depositi di automezzi che la stessa Igiene Urbana ha in comodato d’uso oneroso presso la struttura in stato di semiabbandono dell’ex Simmons a Santa Maria del Pozzo ed un terreno comunale attiguo adibito per l’occasione a discarica dalla stessa ditta di sant’Antonio Abate. Il tutto per una superficie di oltre 3mila metri quadri. I fatti si sono svolti nella mattinata di martedì. Gli uomini dell’Arma infatti stavano da tempo monitorando l’uso fatto di quei capannoni da parte dell’Igiene Urbana. L’ indagine sarebbe partita dalle segnalazioni provenienti dalla scuola media inferiore che si trova in prossimità dell’immobile. A segnalare l’anomalia i genitori di molti alunni i quali avrebbero più volte messo in evidenza il terribile olezzo che si respirava in quell’area. E così, dopo una serie di controlli effettuati da una task force composta dai militari dell’Arma, dall’Asl di Marigliano, dalla Gori, dall’Arpac e dagl’uomini della prevenzione ambienti di lavoro e è emerso l’inimmaginabile. Innanzitutto il deposito sequestrato era privo di ogni autorizzazione sia sanitaria che igienico strutturale. A questo va aggiunto che lo stesso non aveva avuto alcun cambio di destinazione d’uso. Inoltre i carabinieri hanno constatato che le presse dove gli automezzi sversano i rifiuti, anch’esse poste sotto sequestro, perdevano percolato che finiva direttamente nelle fogne cittadine. A ciò va aggiunto che nei capannoni fatiscenti i militari hanno rinvenuto automezzi in disuso (con motore elettrico, acquistati dal comune una decina di anni fa e mai entrati in funzione), buste in plastica, una carcassa d’auto e delle campane per raccogliere il vetro abbandonato. Inoltre alla ditta sembra che mancassero anche i formulari relativi allo smaltimento di un pozzo nero presente nell’area. Nemmeno gli spogliatoi, per i circa 50 dipendenti che ogni giorno partono per raccogliere i rifiuti nella cittadina sommese, erano a norma. Chicca finale la rete elettrica della struttura alimentata con un allaccio abusivo al vicino stadio comunale Felice Nappi. Questo è quello riguardante i capannoni dell’ex fabbrica di materassi Simmons. Nel terreno attiguo, confinante invece con i campi da tennis comunali, gli uomini della Benemerita hanno sequestrato uno scarrabile che perdeva percolato ed un gasolone (automezzo “leggero” usato per la raccolta dei rifiuti) abbandonato e carico di monnezza indifferenziata. Ora la palla passa alla Procura della Repubblica di Nola la quale dovrà approfondire le indagini. Il reato ipotizzato per i due dirigenti dell’Igiene Urbana sarebbe la violazione della legge 152 in materia ambientale.

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