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Terzigno. Legalità, le accuse del figlio del sindaco Vassallo per gridare il no alla camorra

venerdì 27 maggio 2011, di Giovanna Salvati


Terzigno. “Mio padre è stato lasciato solo, questa è la verità”. Non lo grida con rabbia ma con voce tremante e la lucidità di chi ha visto morire il proprio padre per quella che lui stesso a definito “negligenza delle forze dell’ordine e della politica”. Ci va giù pesante Antonio Vassallo, il figlio del sindaco di Pollica ucciso lo scorso 5 settembre, barbaramente dalla mano della camorra ed intervenuto durante la presentazione del libro “L’ipotetico mafioso” illustrato in un incontro di legalità nella cittadina terzignese. Un iniziativa messa in campo dall’associazione Il Vesuviano, che con il ciclo di incontri “Costruendo la Legalità” cerca di ritagliare momenti di riflessione “Grazie alla sua passione che metteva in quello che faceva - ha spiegato Antonio Vassallo - riusciva a risolvere ogni cosa. Per noi, oggi, è sempre più difficile andare avanti sapendo che le persone che l’hanno ucciso sono ancora in libertà e potrebbe addirittura capitare di prendere un caffè insieme a loro. Io affronto la quotidianità con difficoltà, anche se ci sono persone che ci sono state vicine e questo grazie a lui, per quello che ha fatto per gli altri e grazie alla forza di volontà che ci ha insegnato e lasciato per andare avanti”. Ma Antonio Vassallo, non esita a puntare il dito sia la politica che le forze dell’ordine che hanno lasciato solo suo padre. “Mio padre aveva chiesto ai carabinieri di aumentare i controlli, il numero degli stessi militari sempre pochi, notava sempre più pericolose infiltrazioni del malaffare, piazze dello spaccio, ma non è stato fatto. Lo stesso vale per il suo partito che lo ha lasciato solo. Questo non vuol dire – conclude il giovane - che poi l’omicidio si sarebbe certamente evitato, ma le cose avrebbero potuto prendere altre strade”. Durante la manifestazione è stata inoltre presentata l’antologia che raccoglie componimenti in versi di 105 autori italiani, tutte sul tema della legalità. Le poesie sono state raccolte da Gianmario Lucini, scrittore di Sondrio che ha pensato di dare un suo contributo, come poeta, all’attività di contrasto alle diverse forme di illegalità. Lucini, ha spiegato che l’idea è stata lanciata via Internet ed è stata prontamente raccolta da tantissimi autori che gli hanno inviato tantissimi lavori da tutta l’Italia. A prendere la parola anche il poeta di Terzigno, Salvatore Violante, che grazie alla straordinaria interpretazione dell’attore Giuseppe Nutini, ha visto vivere le sue poesie. A fornire un valido contributo anche l’avvocato penalista Angelo Bianco, vicepresidente delle Camere Penali del Tribunale di Nola, ha poi sottolineato il ruolo della giustizia e dell’avvocatura “chi termina la propria esistenza con un sacrificio della propria vita, come accaduto al primo cittadino di Pollica, ucciso crudelmente nella sua auto, evidentemente non avrebbe mai pensato ad un sacrificio simile, ma la vita ha voluto che egli fosse sacrificato in tal modo per suggellare, per sempre, che egli era un uomo grande”. Sono state poi le note di “Pensa” di Fabrizio Moro interpretato dalla voce graffiante di Daniela Picciau a chiudere un pezzo di legalià.

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