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Somma Vesuviana, la segreteria del Pd contro i suoi stessi consiglieri comunali e contro il Forum dei giovani

Il Pd come una Babele. A finire nel mirino della segreteria questa volta i consiglieri comunali rei di aver votato a favore dell’assegnazione di un bene confiscato alla camorra al Forum dei giovani

lunedì 6 giugno 2011


Somma Vesuviana. Il fatto che il Pd sia una Babele è cosa oramai nota ai più, ma che addirittura nelle segrete stanze di piazza Vittorio Emanuele III si sconfessasse l’operato dei propri consiglieri comunali è una novità assoluta. A finire nel mirino della “segreteria” di Pietro Allocca, contrariamente a quanto professato dai consiglieri comunali che siedono a Palazzo Torino, questa volta è il Forum dei giovani di Somma Vesuviana. I fatti. Agli inizi di maggio viene celebrato un consiglio comunale nel quale, tra gli altri punti all’ordine del giorno, c’è la manifestazione di interesse e l’acquisizione di immobili confiscati alla criminalità locale da assegnare al Forum dei giovani. In quel consesso, a parte i tre dissidenti della maggioranza che si astengono (Nello Tuorto, Sergio D’Avino ed Alfonso Allocca. Il tutto con l’avallo dell’assessore alle Politiche giovanili Raffaele D’Avino), votano tutti a favore dell’iniziativa portata avanti direttamente dal sindaco Raffaele Allocca. Anzi di più, Umberto Maione, presente all’assise insieme all’altro consigliere Pd Alfonso Auriemma dichiara: “Io ritengo che per questo argomento vanno le nostri lodi al sindaco con il quale siamo d’accordo. Ci trova d’accordo anche sul fatto che questa venga concessa ai giovani perché io credo che l’incoraggiare i giovani a una cultura della legalità in questo sistema è il modo migliore per migliorare i nostri cittadini. Quindi- le parole di Maione- credo che non ci sia nessun altro modo e nessun’ altra destinazione di queste strutture che non il Forum dei giovani. Per cui noi siamo pronti a votare, ovviamente compatti con la maggioranza, purché stasera ci sia la garanzia- la conclusione del consigliere democratico- che verrà consegnata al Forum dei giovani queste strutture”. Fin qui parte della dichiarazione di voto di Umberto Maione. Passa una settimana ed il 18 maggio si celebra la “famigerata segreteria” di stampo stalinista nella quale viene messo alla gogna Crescenzo De Falco per la questione del manifesto “voti comprati” (http://www.laprovinciaonline.info/spip.php?article6265). Ad un certo punto prende la parola Gabriella Esposito, consigliere del Forum dei giovani e contemporaneamente membro della segretaria. La giovane, secondo indiscrezioni, avrebbe fatto “alcune precisazioni sul fatto che la faccenda non è del tutto chiara e che vanno riviste alcune cose anche dal punto di vista legale in quanto” secondo sempre la fonte che ha assistito all’infuocata seduta “è possibile che l’assegnazione diretta non possa avvenire”. In un colpo solo la giovane sminuisce l’operato dei suoi stessi consiglieri e sminuisce una delle cose migliori fatte fin qui dalla politica cittadina negli ultimi anni. Naturalmente come sia andata a finire la raccolta delle carte e le ulteriori riflessioni sulla vicenda è un mistero. Così come sembra essere un mistero il pensiero del segretario Pietro Allocca in merito alla questione. L’unico sospiro del giovane è stato un eloquente: “Sulla vicenda del manifesto sono state scritte cose non vere”. Quali siano queste “fesserie” però non è dato saperlo. Resta però l’onestà intellettuale di Alfonso Auriemma, consigliere comunale e candidato sindaco del Pd, il quale ha elargito una riflessione sulla natura delle riunioni della segretaria politica guidata da Allocca: “Confermiamo il voto positivo all’assegnazione del bene confiscato alla camorra locale al Forum dei giovani. La segreteria ha per statuto una funzione di sostegno al segretario. Non è un organo decisionale, altrimenti parleremmo di direttorio. Io mi auguro che presto si celebri un Coordinamento visto che, nonostante una raccolta firme e diverse richieste di riunioni allargate, ciò non avviene da tempo. Io credo infatti che il Coordinamento è l’unico momento in cui ci può essere un reale confronto nel nostro Partito”. E così a questo Pd calzerebbe bene la massima pronunciata dalla poetessa Donatella Bisutti: “Il silenzio può avere molte forme. A volte è un’acqua buia”. E forse parti di piazza Vittorio Emanuele III l’acqua è diventata catrame.

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