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Somma Vesuviana, la segreteria del Pd risponde sulla sede confiscata alla camorra

venerdì 10 giugno 2011, di Comunicato Stampa


La Segreteria del Partito Democratico di Somma Vesuviana, nuovamente chiamata in causa da un articolo pubblicato venerdì 10 giugno 2011 sulla testata «Laprovinciaonline», a firma di Gaetano Di Matteo e dopo un comunicato che aveva il solo scopo di chiarire le posizioni politiche del Partito, smentendo categoricamente le interpretazioni che lo stesso giornalista, sulla medesima testata, aveva dato in merito alle stesse, ritiene, per amore di verità e rispetto dei cittadini, di dover ancora una volta contribuire alla chiarezza. Questi i fatti: il 18 maggio, in una riunione della Segreteria Politica del PD, si è discusso circa la manifestazione di interesse per l’acquisizione di un bene confiscato alla camorra che l’amministrazione comunale avrebbe poi destinato al Forum dei Giovani. Quella stessa sera, come risulta nero su bianco dal verbale della riunione, la componente della segreteria, nonché consigliera del Forum dei Giovani, Maria Gabriella Esposito, ha LEGITTIMAMENTE espresso dubbi sulla vicenda, ed in particolare sull’aspetto legale della stessa, riservandosi di acquisire maggiori informazioni al fine di verificare se fosse possibile, una volta espresso il parere positivo del consiglio comunale - come poi in effetti è avvenuto – procedere all’assegnazione diretta. Dal Comune al Forum dei Giovani, per essere più chiari. Una posizione limpida, precisa, lapalissiana, per nulla confusa e anzi rispettosa dei cittadini che nel PD si riconoscono e che di sicuro sono interessati non solo al risultato, per quanto positivo, ma anche al corretto iter con il quale lo stesso si ottiene. Tutto ciò risulta dal verbale della riunione del 18 maggio 2011 dal quale il giornalista ha estrapolato – essendo palesemente venuto in possesso di un documento non «pubblico» ma «di servizio» - un sunto conciso della discussione che serve ad informare il direttivo di partito, e magari a favorire un più ampio dibattito, circa gli argomenti trattati nelle riunioni di segreteria. Altrettanto palesemente l’interpretazione forzata e insinuante che al documento è stata data dal giornalista non è corretta e smentita dai fatti come dal vero atto politico: il voto del PD in consiglio comunale e la posizione del capogruppo Umberto Maione che non è per nulla considerato «reo» di aver votato a favore della manifestazione di interesse giacché tale era l’intenzione dei consiglieri e della Segreteria tutta. Le parole che il giornalista attribuisce alla Esposito, o meglio l’interpretazione inesatta che ne fornisce, non cozzano in alcun modo con la volontà espressa dal partito di votare a favore della delibera, come è poi accaduto e come gli stessi consiglieri chiamati in causa confermano. La Segreteria del Partito Democratico di Somma Vesuviana ribadisce inoltre, compatta e con forza, avallata dai consiglieri comunali, che nessun componente della stessa ha rilasciato in forma ufficiale o ufficiosa dichiarazioni di sorta. La Segreteria ribadisce inoltre che non c’è palesemente alcuna discrepanza tra la posizione del capogruppo Umberto Maione, pubblicamente espressa in consiglio comunale, e quella di Maria Gabriella Esposito, componente della segreteria. Se l’uno, infatti, esprime soddisfazione per il risultato (la manifestazione di interesse e l’acquisizione del bene confiscato da destinare al Forum dei Giovani), l’altra richiama responsabilmente l’attenzione sull’iter dell’assegnazione affinché tutto sia regolare. Una cosa è la cronaca, l’altra l’interpretazione personale e personalistica di fatti oggettivi. Riteniamo di aver fornito, con cortesia dovuta soltanto ai cittadini, risposte corpose e non fumose.
La Segretaria tutta esprime poi delusione nel dover constatare che la correttezza politica dimostrata nell’infondere attenzione ai dettagli, nel chiedere spiegazioni e delucidazioni circa un atto amministrativo che riguarda la città tutta, possa essere nelle cronache cittadine così malamente interpretato facendo passare in secondo piano il bene comune, tanto da essere paragonati ad una sorta di «Babele». Quanto a ciò, chiedendo al direttore della Provinciaonline, la stessa evidenza e visibilità concessa alla versione giornalistica del suo collaboratore, ci piace ricordare che, nel libro della Genesi, la «Torre di Babele» si chiama così perché lì «il Signore confuse la lingua di tutta la terra». Speriamo dunque, stavolta, di aver fugato ogni confusione.

Somma Vesuviana
10.06.2011

La Segreteria del Partito Democratico di Somma Vesuviana

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