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Ottaviano. Dimenticati i beni confiscati. L’accusa del consigliere Ciccarelli "Il Parco non utilizza i beni confiscati"

lunedì 27 giugno 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. “Se è vero che sulle pietre di una città è scritta la storia tutta di coloro che vi abitarono e vi abitano, la storia di Ottaviano la si può leggere nelle rovine del Palazzo dei Medici e nelle Chiese che essi costruirono e protessero”. Questo il preambolo di uno degli eccellenti scritti dello storico ottavianese il prof. Carmine Cimmino, che in uno dei suoi testi “salda il suo debito” con i suoi concittadini, ripercorrendo le tappe storiche dal valore artistico e culturale di quelle che sono le risorse del territorio. E sono proprio quelle pagine , partorite qualche anno fa a ritornare attuali più che mai alla luce dell’acceso dibattito andato in scena nella pubblica assise comunale, dove a chiedere il rilancio dei beni presenti in città è stato il consigliere di minoranza Pasquale Ciccarelli. “Qual è la posizione dell’Amministrazione rispetto al cespite di Via Salita San Michele “Ave Gratia Plena”? Che fine ha fatto la proposta relativa al cespite confiscato proprietà Ex Prisco? E al riguardo dell’accordo per la gestione delle Parti comuni del Castello Mediceo il Parco Nazionale ha mai dato piena attuazione agli impegni presi? E l’abbandono dei giardini sottostanti il Castello Mediceo completamente abbandonati?”. Quattro interrogativi che come doccia fredda rispolverano delle opere patrimonio di un territorio senza nessuna possibilità di risplendere, ebbene si perchè tutti, o in parte, dimenticati e trasformatesi in cattedrali nel deserto. Il consigliere Ciccarelli punta il dito con il plesso di Ave Gratia Plena beneficiario di notevoli contributi regionali, ristrutturato e destinato al Distretto Industriale, il quale però tutt’ora rimane chiuso e senza nessun uso. Nessuno infatti sembra aver occupato la struttura completamente ristrutturata ma senza nessuna effettiva funzionalità soprattutto per i cittadini. “Perché non destinarla a tutt’altro uso caro sindaco – incalza Ciccarelli – soldi spesi per poi lasciare abbandonato un simile patrimonio?”. Ma il tricolore cittadino Mario Iervolino non esita e controbatte “la destinazione d’uso che era stata individuata e alla quale era destinata era ed è di Centro ricerche del Distretto Industriale – spiega Iervolino – ma purtroppo non viene utilizzato perché non è mai stata realizzata una cabina elettrica che possa garantire l’uso di corrente . Ho tentato di dismettere da questo tipo di destinazione e mi sto impegnando, per creare una sede di rappresentanza, o in alternativa una sede distaccata dell’AslNa3”. Ma Ciccarelli non si dimostra contento e continua “ma vi è un parcheggio che i residenti potrebbero sfruttare in modo da lasciare il centro storico ancora più libero dai veicoli”. Il sindaco guarda e passa avanti. “Tempo fa si era parlato di dare una destinazione al cespite di proprietà Ex Prisco confiscato, che con il sindaco Michele Saviano era stato destinato a centro multietnico e che versa in uno stato di abbandono e degrado – prosegue Ciccarelli – ma ancora nessun impegno effettivo, solo immobilismo”. “Assolutamente no – ribatte Iervolino – è stato messo nelle disponibilità del Parco Nazionale del Vesuvio che ha provveduto ad inserirlo in un discorso di centro di legalità”. Ciccarelli si dimostra ancora insoddisfatto e conclude “sarei curioso di sapere se l’amministrazione ha finalmente, stipulato l’accordo per la gestione delle Parti comuni del Castello Mediceo e se, il Parco Nazionale ha mai dato piena attuazione agli impegni presi,dal momento che non ci sono attività o altro ma è quasi sempre chiuso. Può essere rescisso il Comodato d’Uso siglato per la durata di 99 anni, e cercare di recuperare i giardini sottostanti il Castellocompletamente abbandonati?” Ma anche qui Iervolino non si sbilancia “l’accordo del Parco è stato firmato dal Comune e mai ratificato dal Parco Nazionale del Vesuvio,per i giardini sono nella disponibilità del Comune di Ottaviano”. E allora? Nulla, solo l’attesa che quelle pagine ritornino a vivere attraverso la reincarnazione di principi e principesse che chissà possano nuovamente ripercorrere le vie di patrimoni artistici abbandonati, divenuti palazzi invisibili. Nessuno si vanta della propria storia e dei propri beni e cosi serrate le porte di quei beni, come scriveva Cimmino “noi ottavianesi di oggi, siamo solo vittime di noi stessi”

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