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Ottaviano. L’isola (ecologica) che non c’è. Chiesti finanziamenti ma manca il terreno

giovedì 30 giugno 2011, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Si all’isola ecologica: maggioranza e minoranza all’unanimità sposano il progetto preliminare e dicono si al centro di raccolta dei rifiuti urbani in modo indifferenziato per i rifiuti di ingombranti, raee e vetro. Ancora un’altra seduta che si chiude tra non poche perplessità, ma che vede passare con la firma unanime dei presenti di ambedue gli schieramenti, il progetto senza grosse difficoltà e soprattutto con la convinzione di “aver fatto cosa buona e giusta”. Ebbene anche per la cittadina ottavianese l’isola ecologica porta la fumata bianca e in linea, con i paesi limitrofi, anche Ottaviano si prepara in primis a modificare l’assetto naturale di via Bosco Gaudo, zona limitrofa tralaltro alla circoscrizione nolana, per poi espropriare terreni per permettere di seguito la realizzazione della piattaforma che dovrà cosi ospitare il centro di raccolta. Ma procediamo con ordine. La Provincia di Napoli il 30 dicembre del 2010 emette un bando per procedere al trasferimento di risorse ai Comuni della Provincia di Napoli per la realizzazione di nuove isole ecologiche attrezzate, il tutto previa presentazione di progetti entro il 30 giugno del 2011. Costo complessivo del finanziamento di 291.689,00 euro garantiti dalla Provincia e per 63.311,00 euro di competenza dell’ente. L’idea non sembra male ed è cosi che l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Iervolino, consultato l’ufficio tecnico decide di aderire all’iniziativa. Passano però i mesi e del progetto e dell’intenzione di partecipare, l’opposizione dice “di non saperne nulla” come hanno poi rimarcato più volte anche durante il consiglio comunale “il bando è uscito il 30 dicembre e solo dopo sei mesi, a meno di due giorni dalla scadenza ci si ricorda di portarlo in consiglio?”. Effettivamente le modalità messe in campo non chiariscono bene le intenzioni dei rappresentati della casa comunale, cosa che però non sembra scaldare più di tanto la minoranza che scalpita “non abbiamo nessun requisito per partecipare” ma dopo qualche istante vota a favore e fa incassare un bell’asso al tricolore cittadino. Per effettuare la realizzazione dell’isola ecologica l’ente comunale dovrà però prima espropriare i terreni individuati dall’ufficio tecnico,in quanto non è presente nella cittadina un’aerea idonea alla realizzazione dell’opera. L’aerea in questione, infatti, frutto della meticolosità dei responsabili tecnici, vedrà finire sotto l’asfaltatrice i terreni di via Bosco Gaudo. Terreni questi non del tutto sconosciuti all’ente amministrativo: non a caso i terreni in questione risultano essere di proprietà della ditta Tuccillo, con la quale il comune ha ormai da tempo rapporti perché su alcuni suoli nella stessa aerea ha adibito siti stoccaggi provvisori dei rifiuti. Con la stessa ditta però il Comune è anche in causa proprio perché alcuni appezzamenti ( sono stati lasciati in totale scempio da chi ha sversato e per cui i proprietari hanno chiesto il ripristino dei luoghi e risarcimenti. Insomma un controsenso, se si pensa inoltre, che gli stessi Tuccillo, sino al consiglio comunale di ieri, erano completamente all’oscuro della vicenda. Oggi però la scadenza della presentazione del progetto: tempi troppo stretti o ultima stretta di mano prima del via ai lavori? (Metropolis - 30.06.2011)

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