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Gigli, la festa che non muore mai attende il sigillo Unesco

lunedì 4 luglio 2011, di Gabriella Bellini


DA METROPOLIS DEL 4 LUGLIO

Nola.Centomila tra fedeli e curiosi si sono riversati in piazza Duomo ieri mattina per assistere alla festa “che nasce quando muore", insomma la festa che non termina mai che dura tutto l’anno coinvolgendo i nolani e non soltanto. Una tradizione che si rinnova nei secoli e che nonostante questo non stanca. La “cullata” dei gigli, l’arrivo degli otto obelischi in piazza Duomo, la benedizione del vescovo, un rituale che si ripete ogni anno, ma che però ascoltando i veri amanti della festa cambia, e si presta attenzione anche a come la paranza “alza” il Giglio, lo fa “appoggiare”. Particolari che la rendono unica tanto da competere con le città di Palmi, Viterbo, Sassari al sigillo Unesco.
“Puntiamo a recuperare le tradizioni di questa festa con regole che permettano di viverla a pieno”, spiega il deputato del Pdl, Paolo Russo, presidente commissione Agricoltura, “non può essere una festa che resta dentro le mura, ma una festa in grado di far conoscere la tradizione dell’area nolana e fungere da attrattore capace di far conoscere le nostre meraviglie,che si parli del villaggio preistorico, delle basiliche paleocristiane, c’è bisogno che i Comuni dell’area nolana, la Provincia, la Regione svolgano un ruolo importante considerato che siamo in pista per il riconoscimento Unesco. Certo non è cosa facile, si compete con le più importanti feste tradizionali del nostro Paese. Sono poco decubertiano, mi piace partecipare e mi piace anche vincere, con le altre città siamo in pole position ora è importante che ognuno si impegni secondo le sue responsabilità per far raggiungere questo importante obiettivo a questa grande festa di cultura, ma soprattutto di fede”. Quella dei Gigli è anche un kermesse che fa regolamentata, a questo ha lavorato l’amministrazione comunale negli ultimi due anni. “Non vogliamo essere punitivi verso la festa”, ha detto il sindaco Geremia Biancardi, “che coinvolge per intero la popolazione. La gente deve essere libera di godersela, abbiamo stabilito con maestri di festa e capi paranza l’orario massimo, 7 ore e 40 minuti di tolleranza. Il tempo utile a fare l’intero giro, poi contiamo sul senso di responsabilità, fermo restando che la festa può essere castigata dall’imponderabile. Speriamo però che tutto si svolga per il meglio”. E infine il commento dell’assessore regionale all’Urbanistica, Pasquale Sommese:“Oggi è il giorno della festa delle feste, vedere tanti nolani, giovani e soprattutto cittadini dei paesi limitrofi venire per conoscere, festeggiare ed apprezzare questa tradizione non è un caso, ma il segno di chi ogni giorno si impegna a consolidare questa tradizione. Una tradizione, una festa che inizia quando finisce, senza alcuna interruzione, senza particolari impegni se non quella di perseguire e tramandare la storia ereditata dai propri avi. L’impegno che però si sta cercando di portare a termine è anche quello di inserire questa festa all’interno degli eventi promossi come patrimonio dell’Unesco”.

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